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FOCUS - Human rights N. 4 - 20/12/2013

Per una dimensione costituzionale universale della tutela dei diritti e delle libertà

Mercoledì 10 dicembre prossimo ricorre il 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata e proclamata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948.Questo anniversario, che per l’Italia si sovrappone al 60° dell’entrata in vigore della Costituzione repubblicana, induce ad alcune riflessioni, che peraltro muovono da entrambi i testi, circa i confini della dimensione costituzionale della disciplina dei diritti e delle libertà individuali. Dal 1948, dopo gli orrori della seconda guerra mondiale, l’Assemblea generale della neonata Organizzazione delle Nazioni Unite era riuscita ad approvare un testo di principi inneggiante alla libertà ed all’uguaglianza originaria di tutti gli uomini “in dignità e diritti” (art. 1). Questa Dichiarazione, ed il dibattito internazionale che ne ha accompagnato la gestazione, sono stati anche alla base della definizione nelle nuove costituzioni di molti stati di parti contenenti cataloghi di diritti e libertà fondamentali riconosciuti nel quadro di rinnovati ordini costituzionali dei poteri di governo ispirati al modello della democrazia rappresentativa. Tra questi è significativa l’esperienza dell’Italia, servita da esempio... (segue)

Il difficile confronto tra Europa e America latina su diritto giurisprudenziale e tutela multiordinamentale dei diritti fondamentali

Con questo scritto intendo rappresentare sinteticamente le linee principali di possibile comparazione e definizione delle differenze tra Europa e America Latina, di cui si è discusso nelle VI Jornadas Italo-Hispano... (segue)

L’incidenza dei diritti umani sul diritto internazionale privato: il caso della protezione degli adulti vulnerabili

L’attitudine dei diritti umani ad influire sulla fisionomia delle norme di diritto internazionale privato e sulle dinamiche che presiedono alla loro concreta applicazione costituisce, oggi, un dato pressoché incontroverso. Le norme di diritto internazionale privato, come è noto, si propongono di regolare le situazioni di natura... (segue)

L’actio popularis nei sistemi regionali di tutela dei diritti umani: la legittimazione delle organizzazioni non governative nella prassi della Commissione africana dei diritti umani e dei populi

L’actio popularis può essere definita come "ne action en justice qui peut être intenté par chaque membre de d’une communauté, en vue de la protection d’un intérêt totalement ou partiellement commun". Il suo esercizio è finalizzato alla tutela dell’interesse collettivo al rispetto del diritto, e non è... (segue)

La Corte EDU e il diritto di voto dei condannati

L’approccio riservato dalla Corte europea dei diritti umani alla spinosa questione della compatibilità con il sistema convenzionale della privazione del diritto di elettorato attivo per coloro che subiscano una condanna penale assume, neanche troppo velatamente, le forme di un triangolo, dove, oltre... (segue)

La nuova competenza consultiva della Corte europea dei diritti dell’uomo alla luce del Protocollo n. 16 alla Convenzione dei diritti dell’uomo

Il Protocollo n. 16 alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (di seguito, CEDU) è stato adottato il 10 luglio 2013 da parte del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ed aperto alle firme il 2 ottobre 2013. Con esso si introduce nel... (segue)

Giurisdizione universale, Corte penale internazionale e principio di complementarietà: una triangolazione possibile?

L’istituzione di un tribunale penale internazionale permanente, la Corte penale internazionale, ha rappresentato uno dei più fulgidi risultati conseguiti dalla comunità internazionale a partire dal secondo dopoguerra. L'aspirazione universalistica ...(segue)

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