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FOCUS - La nascita dei governi N. 0 - 22/01/2014

 Il sesto Governo Andreotti

Le vicende della crisi di governo del 1989, con la fine del Governo De Mita e la nascita del Governo Andreotti, sono legate ad un’evoluzione dei rapporti tra partiti all’interno della stabile maggioranza pentapartita che caratterizzò il sistema politico italiano negli anni ’80 del Novecento, dopo la crisi del “compromesso storico” e l’abbandono della convenzione che riservava alla Democrazia cristiana la Presidenza del Consiglio, sancita dai Governi Spadolini e poi, più marcatamente, dai due Governi Craxi. A definire il quadro politico-costituzionale in questa fase stanno due elementi: da un lato la volontà dei due maggiori partiti della coalizione di maggioranza (DC e PSI) di ritenere il pentapartito l’unica formula praticabile, a causa della non praticabilità di ipotesi neocentriste o di “alternativa di sinistra” e del rifiuto della prospettiva di governi di grande coalizione; dall’altro un’accentuata conflittualità interna alla coalizione sia tra i due soggetti maggiori sia tra i partiti alleati (PLI, PRI, PSDI), alla ricerca di una difesa della propria identità autonoma. Tale conflittualità derivava, in ultima analisi, dallo scarso collante ideologico e strategico delle coalizioni e dal primato della formula di governo sull’accordo programmatico, in alcuni casi strumentale alla redistribuzione dei ruoli tra i partiti. Ne derivava una limitazione sostanziale del ruolo di indirizzo del Presidente del Consiglio e ad una frequente ricomposizione della maggioranza sulla base di avvicendamenti nel ruolo di premier e della redistribuzione delle principali cariche ministeriali, non solo in relazione alla dialettica tra partiti, ma anche al ruolo di correnti organizzate all’interno di questi. L’accentuata e mobile dialettica, in definitiva, tendeva a minare l’unità del gabinetto, nonostante risalga proprio a questa fase la legge di riforma della Presidenza del Consiglio, e definiva specifici vincoli al ruolo del Presidente della Repubblica, anche rispetto alla prassi di rimpasti e crisi extraparlamentari dai contorni politici non sempre definiti... (segue)



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