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FOCUS - Osservatorio di Diritto sanitario N. 0 - 07/02/2014

 L'autorizzazione alla realizzazione e all’esercizio di attività sanitarie e socio-sanitarie

L’autorizzazione sanitaria è il titolo abilitativo che deve essere posseduto dalle strutture che intendono erogare prestazioni sanitarie a carico del SSN. Le richieste di realizzazione della struttura sanitaria e di esercizio della relativa attività costituiscono la prima delle tre A (Autorizzazione, Accreditamento e Accordi contrattuali) che caratterizzano la regolamentazione delle attività sanitarie e socio sanitarie nel nostro Paese.

Il terzo comma dell’art. 8 bis del d. lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, come modificato dall’art. 8 del d. lgs.19 giugno 1999, n. 229, recante “Riordino della disciplina in materia sanitaria”, dispone infatti che “La realizzazione di strutture sanitarie e l'esercizio di attività sanitarie, l'esercizio di attività sanitarie per conto del Servizio sanitario nazionale e l'esercizio di attività sanitarie a carico del Servizio sanitario nazionale sono subordinate, rispettivamente, al rilascio delle autorizzazioni di cui all'articolo 8-ter, dell'accreditamento istituzionale di cui all'articolo 8-quater, nonché alla stipulazione degli accordi contrattuali di cui all'articolo 8- quinquies. La presente disposizione vale anche per le strutture e le attività socio-sanitarie”.

Il tema delle autorizzazioni sanitarie e socio sanitarie deve essere inserito nell’attuale panorama normativo che vede da un lato, a livello costituzionale, la consacrazione di un disegno pluralistico in materia di diritti sociali, valevole anche per l’erogazione sanitaria, in virtù del quale si afferma che “l’assistenza privata è libera” (art. 38 Cost.) e, dall’altro, il riconoscimento da parte della legge ordinaria di prestazioni sanitarie gratuite non solo agli indigenti, bensì a “tutta la popolazione senza distinzione di condizioni individuali o sociali” (art. 1, co. 2, l. 833/1978) conformemente al sistema universalistico concepito a livello legislativo dalla l. n. 833/1978, istitutiva del SSN.

In relazione al rapporto fra pubblico e privato nell’erogazione delle prestazioni sanitarie per conto del sistema pubblico, osservando l’evoluzione normativa e giurisprudenziale intervenuta sul tema, è possibile registrare una trasformazione strutturale del sistema nato, in una prima fase, come “aperto”, almeno riguardo alle prime due A (Autorizzazione e Accreditamento) e vincolato alla programmazione per la sola fase degli accordi, e successivamente evolutosi in un nuovo meccanismo che prevede ulteriori forme autorizzative correlate alla realizzazione delle strutture che vincolano l’intero percorso alla programmazione regionale.

Dall’analisi della giurisprudenza è possibile dedurre in primo luogo che i riferiti strumenti autorizzatori, per l’importanza degli interessi pubblici coinvolti, radicati all’art. 32 Cost., sono necessariamente rilasciati a condizione della contestuale presenza di requisiti soggettivi (titolarità e moralità del titolare) ed oggettivi (idoneità della struttura) e in secondo luogo che, visto il loro carattere fiduciario, hanno natura strettamente personale sicché non sono in alcun modo trasmissibili tramite negozi privatistici (per il generale principio d’immutabilità dei soggetti autorizzati nei rapporti con la p.a.). Ne deriva che il soggetto che, previa veridica del possesso dei requisiti, divenga titolare di autorizzazione, deve necessariamente coincidere con la persona del gestore dell’attività sanitaria assentita.

E’ opportuno, infine, rilevare che la tematica delle autorizzazioni alla realizzazione e all’esercizio di attività sanitarie presenta numerosi addentellati anche con le problematiche connesse al riparto di competenza legislativa Staro-Regioni. La Consulta ha recentemente ribadito che “se è condivisibile che la competenza regionale in tema di autorizzazione e vigilanza delle istituzioni sanitarie private vada inquadrata nella potestà legislativa concorrente in materia di tutela della salute (di cui all’art. 117, comma terzo, Cost.), resta, comunque, […] precluso alle Regioni di derogare a norme statali che fissano principi fondamentali” (Corte Cost., 7 giugno 2013, n. 132).

 

Apertura ed esercizio del dispensiario farmaceutico: provvedimento lesivo impugnabile e criterio distanziale (N. P.);
Autorizzazione alla realizzazione e all'esercizio di attività sanitarie e sociosanitarie

Composizione delle commissioni incaricate di eseguire le visite di revisione dello stato di invalidità civile

Prestazioni di assistenza residenziale e semi-residenziale per anziani non autosufficienti 

Disciplina ex art. 8 ter d. lgs. 502/1992 e l. r. Lazio n. 4/2013

Flaminia Aperio Bella Revoca in autotutela di autorizzazione sanitaria e accreditamento definitivo (nota a TAR Lazio, sent. n. 11416/2014);

Flaminia Aperio Bella Annullamento giurisdizionale del diniego di riesame di una determinazione negativa sull'istanza di autorizzazione (nota a TAR Lazio, sent. n. 10773/2014).
Flaminia Aperio Bella Attività sanitaria esercitata sine titulo e affidamento ingenerato dal comportamento della P.A.
Flaminia Aperio Bella Sulla risarcibilità del danno da ritardo derivante dal tardivo riconoscimento dell'autorizzazione all'esercizio di attività sanitarie



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