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FOCUS - Osservatorio di Diritto sanitario N. 0 - 07/02/2014

 Gli accordi tra fornitori privati e assistenza sanitaria

L’accreditamento delle strutture sanitarie e socio-sanitarie (v. voce dedicata) attribuisce loro la qualifica istituzionale di gestori del servizio pubblico, ma non consente all’accreditato di erogare prestazioni a carico del SSR se non previa conclusione di appositi accordi. L’accreditamento, in altri termini, non costituisce un vincolo per le Aziende sanitarie a corrispondere al soggetto accreditato una remunerazione per le prestazioni erogate, potendo tali prestazioni essere remunerate solo nei limiti dei tetti di spesa stabiliti contrattualmente.

Gli accordi tra fornitori privati e assistenza sanitaria definiscono il programma di attività, con l’indicazione dei volumi e delle tipologie di prestazioni erogabili e la loro remunerazione massima. L’art. 8-quinquies del d.lgs. 502/92 recante “Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421” ha inserito la disciplina dello strumento dell’accordo che deve essere sottoscritto dalla struttura privata perché questa possa erogare prestazioni in regime di accreditamento.

Il descritto sistema implica che i soggetti privati accreditati rendano assistenza agli utenti del SSN alla stessa stregua delle strutture pubbliche nei soli limiti dell’accordo stipulato con la Asl ed avente ad oggetto il volume massimo delle prestazioni erogabili ed il relativo costo.

Ne consegue che l’attività contrattuale si pone necessariamente a valle della fase autoritativa di programmazione che compete alla Regione, la quale non solo definisce unilateralmente il tetto massimo annuale di spesa sostenibile con il fondo sanitario per singola istituzione o per gruppi di istituzioni ed i preventivi annuali delle prestazioni, ma vincola la successiva contrattazione dei piani determinandone modalità ed indirizzi (cfr. Cons. St., ad. plen., 12 aprile 2013, n. 3).

La descritta “bifasicità” dell’iter che consente al privato l’erogazione di prestazioni a carico del SSN, genera un contenzioso sulla giurisdizione competente a conoscere dell’accordo tra privati e assistenza sanitaria nel caso in cui, per qualsiasi ragione, difetti la previa adozione in via autoritativa da parte della Regione del provvedimento di ammissione all’erogazione di prestazioni sanitarie (accreditamento).

Il riferito panorama determina l’insorgenza di un contenzioso che vede contrapposto da un lato, l’interesse delle strutture private che, nella fase “esecutiva” successiva all’accreditamento, si trovano appesantite da eccessi di programmazione, e, dall’altro, l’interesse delle strutture pubbliche a tutelare le proprie esigenze di contenimento di spesa e ad inibire eccessive aperture del mercato.
 



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