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FOCUS - Osservatorio di Diritto sanitario N. 0 - 07/02/2014

 Lo spoils system in ambito sanitario

Lo spoils system (“sistema delle spoglie”) è un istituto di derivazione anglosassone che prevede la cessazione automatica degli incarichi dirigenziali dell’amministrazione pubblica al termine della durata o al mutamento dell’organo politico che li ha espressi.

Nella prima sentenza resa in tema di rapporti fra politica e amministrazione nel settore sanitario (cfr. Corte cost., 16 giugno 2006, n. 233), la Corte Costituzionale aveva ritenuto infondata la questione di legittimità sollevata con riferimento all’applicazione dello spoils system all’incarico di direttore generale delle aziende sanitarie, affermando altresì l’infondatezza anche della questione sollevata in relazione alla decadenza automatica dei direttori sanitario e amministrativo con il venir meno dell’incarico di direttore generale. Con riferimento a tale ultimo profilo, peraltro, la Corte aveva anche sostenuto come nel caso dei direttori amministrativo e sanitario non si potesse nemmeno parlare di spoils system, tenuto conto del fatto che il loro incarico è conferito dal direttore generale e riguarda l’organizzazione interna dell’azienda senza toccare il rapporto fra politica e amministrazione. Nel caso del direttore generale, invece, l’applicazione dello spoils sistem appariva, secondo la Corte, giustificata dalla natura politico fiduciaria del rapporto con il vertice regionale titolare del potere di nomina.

Nel 2007 la Corte ha tuttavia l’occasione di ritornare sulla questione dello spoils system in due sentenze ravvicinate. Nella prima (cfr. Corte cost., 23 marzo 2007, n. 103) la questione riguarda i dirigenti generali dell’amministrazione statale e i giudici costituzionali ne sanzionano la decadenza automatica una tantum disposta dalla legge (art. 3, co. 7 L. 145/2001), dal momento che tale meccanismo prescinde  della valutazione dell’efficacia e dell’efficienza della gestione ritenuta indispensabile dalla Consulta. La seconda riguarda invece i direttori generali delle ASL (cfr. Corte cost., 23 marzo 2007, n. 104).

In questa sentenza viene affermata l’incostituzionalità di norme regionali che estendono il sistema delle spoglie agli incarichi non apicali, tra i quali viene classificata la figura del direttore generale. Il direttore generale, in definitiva, non può considerarsi organo apicale, come invece aveva lasciato intendere il precedente del 2006 – riducendosi notevolmente l’area della fiduciarietà. Secondo la Corte, infatti, sul piano normativo “il direttore generale di Asl viene qualificato come una figura tecnico-professionale, che ha il compito di perseguire, nell’adempimento di un’obbligazione di risultato (oggetto di un contratto di lavoro autonomo), gli obiettivi gestionali e operativi definiti dal piano sanitario regionale (a sua volta elaborato in armonia con il piano sanitario nazionale), dagli indirizzi della Giunta, dal provvedimento di nomina e dal contratto di lavoro con l’amministrazione regionale”. Esso non collabora direttamente al processo di formazione dell’indirizzo politico, dovendone solo garantire l’attuazione, e, perciò, viene scelto non in base a criteri puramente fiduciari, ma attraverso una forma di selezione basata sull’apprezzamento oggettivo ed eventualmente anche comparativo delle qualità professionali e del merito.

La giurisprudenza della Corte Costituzionale non si è limitata ad affermare i suesposti principi a tutela del solo direttore generale delle Aziende sanitarie regionali, bensì ha esteso le medesime garanzie anche al direttore amministrativo e al direttore sanitario (cfr. Corte cost., 24 giugno 2010, n. 224) anche qui diversamente da quanto originariamente affermato. Non essendo considerati organi apicali dell’amministrazione, non è ammissibile un meccanismo di decadenza automatico dai suddetti incarichi senza arrecare un vulnus ai principi di efficienza, efficacia e continuità dell’azione amministrativa.

Alla luce di quanto esposto, si può affermare che l’esito del percorso della giurisprudenza costituzionale è l’esclusione dell’applicazione dello spoils system alle nomine relative alla direzione delle aziende sanitarie.

Il pensiero della Corte Costituzionale è chiarissimo: non sono ammissibili cause di cessazione dell’incarico dirigenziale all’infuori di quelle legislativamente previste, di sospensione e revoca, che sono correlate alla valutazione delle pregresse modalità di svolgimento delle funzioni. La necessità di un “accertamento oggettivo dei risultati conseguiti” e, più specificamente di una “fase procedurale che faccia dipendere la decadenza dalla pregressa responsabilità del dirigente” (cfr. Corte cost., 24 giugno 2010, n. 224), pertanto, determina evidentemente l’inapplicabilità dello spoils system alla direzione sanitaria.

+ 12/03/2014 Rapporto tra Direzione Generale ASL e vertici politici regionali



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