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FOCUS - Osservatorio di Diritto sanitario N. 0 - 07/02/2014

 L'assistenza farmaceutica e la dispensazione del farmaco

L’assistenza farmaceutica è una delle attività che, ai sensi della l. 23 dicembre 1978, n. 833, sono svolte dal Servizio Sanitario Nazionale per la tutela della salute. Prevede, infatti, l’art. 28, co. 2 e 3, che “L’unità sanitaria locale eroga l’assistenza farmaceutica attraverso le farmacie di cui sono titolari enti pubblici e le farmacie di cui sono titolari i privati, tutte convenzionate secondo i criteri e le modalità di cui agli articoli 43 e 48. Gli assistiti possono ottenere dalle farmacie di cui al precedente comma, su presentazione di ricetta compilata dal medico curante, la fornitura di preparati galenici e di specialità medicinali compresi nel prontuario terapeutico del servizio sanitario nazionale”.

Il successivo d. lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, all’art. 8, co. 2, lett. a), prevede che “le farmacie pubbliche e private erogano l’assistenza farmaceutica per conto delle unità sanitarie locali del territorio regionale dispensando, su presentazione della ricetta del medico, specialità medicinali, preparati galenici, prodotti dietetici, presidi medico-chirurgici e altri prodotti sanitari erogabili dal Servizio sanitario nazionale […]”.

L’assistenza farmaceutica, di conseguenza, è annoverata tra le prestazioni che compongono i livelli essenziali di assistenza di cui al d.P.C.M. 29 novembre 2001.

I rapporti tra il SSN e le farmacie aperte al pubblico - siano esse private o la cui titolarità è di Ente pubblico - sono regolati da apposita convenzione, ai sensi del citato art. 8, co. 2, del d. lgs. n. 502 del 1992. L’accordo attualmente in vigore è stato reso esecutivo dal d.P.R. 8 luglio 1998, n. 371 “Regolamento recante norme concernenti l’accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con le farmacie pubbliche e private”.

Il fatto che l’assistenza farmaceutica sia parte integrante dell’attività di tutela della salute ha informato la giurisprudenza della Corte costituzionale, la quale ha statuito che “la complessa regolamentazione pubblicistica dell’attività economica di rivendita dei farmaci mira ad assicurare e controllare l’accesso dei cittadini ai prodotti medicinali ed in tal senso a garantire la tutela del fondamentale diritto alla salute” (Corte cost., sent. n. 150 del 2011; cfr., in precedenza, sentt. nn. 448 e 87 del 2006; 275 e 27 del 2003). Ciò nondimeno assume rilievo nell’attività di dispensazione del farmaco anche “il carattere professionale [e] l’indubbia natura commerciale dell’attività del farmacista” (Corte cost., sent. n. 448 del 2006 cit.), seppur recessive rispetto alla tutela della salute. In tale prospettiva, per giurisprudenza costante della stessa Corte costituzionale, essa è da ritenersi materia di competenza concorrente dello Stato e delle Regioni ai sensi dell’art. 117, comma 3, Cost. (cfr. Corte cost., sent. n. 255 del 2013), per cui spetta allo Stato fissare i princìpi fondamentali in materia.

L’attività di dispensazione del farmaco era regolata in via principale dalla l. 2 aprile 1968, n. 475, recante “Norme concernenti il servizio farmaceutico”, e dalla l. 8 novembre 1991, n. 362, recante “Norme di riordino del settore farmaceutico”. La disciplina ivi prevista aveva, tra le altre, le seguenti caratteristiche principali:

- la pianificazione territoriale degli esercizi farmaceutici attraverso l’istituto della “pianta organica”, che prevede per ogni Comune un numero di farmacie predeterminato sulla base degli abitanti e una zona di pertinenza, in modo da costituire quella che la Corte costituzionale ha definito “rete capillare delle farmacie” (cfr. Corte cost.,sent. n. 27 del 2003, cit.);

- l’autorizzazione, in esclusiva, della dispensazione di qualsivoglia prodotto farmaceutico ad opera delle farmacie, pubbliche o private;

- una disciplina particolareggiata degli orari di apertura, dei turni settimanali e dei periodi di chiusura per ferie;

- la regolamentazione delle modalità di gestione delle farmacie comunali.

Negli ultimi anni la normativa in tema di assistenza farmaceutica ha subito significativi interventi. Tra gli atti normativi più rilevanti si segnalano:

- il d. l. 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, in l. 4 agosto 2006, n. 248 (c.d. decreto Bersani), il quale, all’art. 5, ha previsto la possibilità di vendita di alcuni prodotti farmaceutici in luoghi diversi dalla farmacia, favorendo la diffusione delle c.d. parafarmacie;

- il d. lgs. 3 ottobre  2009, n. 153 recante “Individuazione di nuovi servizi erogati dalle farmacie nell’ambito del Servizio sanitario nazionale, nonché disposizioni in materia di indennità di residenza per i titolari di farmacie rurali […]” che ha riformato l’assistenza farmaceutica introducendo la c.d. farmacia dei servizi, prevedendo una serie di ulteriori attività e prestazioni professionali che possono svolgersi in farmacia, esaltandone ulteriormente il ruolo di presidio di prossimità del SSN;

- il d. l. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, in l. 24 marzo 2012, n. 27, il quale all’art. 11, ha previsto una serie di significative modificazioni alla precedente disciplina di settore, anche se in realtà non ha stravolto l’intero assetto precedente.

P. Chirulli 
+ N.Posteraro Assistenza farmaceutica offerta dal SSN e compartecipazione alla spesa per un farmaco: il multitrattamento Di Bella;



 Autorizzazione all'esercizio della farmacia
Sulla sentenza della CGUE in tema di vendita di medicinali con prescrizione medica
Assistenza farmaceutica - Aprile-Maggio 2014
Sul rilascio dell'autorizzazione all'immissione in commercio di un farmaco da parte dell'AIFA
P. Chirulli Assistenza farmaceutica (nota a Cons. Stato - Sez. III, 16 settembre 2014, n. 4705);
P. Chirulli Assistenza farmaceutica (nota a Cons. Stato - Sez. III, 27 agosto 2014, n. 4391);
P. Chirulli Assistenza farmaceutica (nota a Cons. Stato - Sez. III, 2 luglio 2014, n. 3326);
P. Chirulli Le farmacie comunali possono essere gestite anche a mezzo di società di capitali con socio pubblico (nota a Cons. Stato, sez. III, 31 ottobre 2014, n. 5389);
P.  Chirulli La concreta individuazione di una nuova sede farmaceutica deve essere adeguatamente motivata (nota a TAR Toscana, Firenze, sez. II, 28 ottobre 2014, n. 1648);
P. Chirulli Il TAR esclude la legittimazione a ricorrere ai titolari di farmacie di Comuni confinanti (nota a TAR Toscana, Firenze, sez. II, 28 ottobre 2014, n. 1650).



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