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FOCUS - La nascita dei governi N. 0 - 22/01/2014

 I primi tre Governi Moro e la nascita del centro-sinistra “organico”

La frequenza con la quale si è assistito in Italia alla formazione di governi di coalizione è cosa ben nota e certamente anche testimoniata dall’ampio numero di studi che in dottrina si sono succeduti sul tema.Il ricorso a tale formula di governo può essere collocata, almeno tendenzialmente, in una precisa fase della nostra storia Repubblicana, quella cioè della Repubblica parlamentare a funzionamento assembleare, fondata su una democrazia di partiti legittimati da una comune matrice antifascista e caratterizzata dall’opzione a favore di un sistema elettorale di tipo proporzionaleIn questa fase il “multipartitismo estremo” che caratterizza la forma di governo italiana - multipartitismo presente invero sin dalla fase formativa della Repubblica - è la ragione principale per la quale, dopo i primi governi guidati da De Gasperi e il fallimento del tentativo di riforma della legge elettorale nel 1953. diviene necessario ricorrere a governi di coalizione; nessun  è più in grado, infatti, di ottenere consensi tanto ampi da poter da solo costituire un governo che goda dell’appoggio parlamentareA ciò si accompagna inoltre, in quegli anni, la cosiddetta conventio ad excludendum, l’esclusione  cioè del Partito comunista dall’area di governo sul presupposto dell’inidoneità ideologica di quest’ultimo a partecipare alla definizione dell’indirizzo politico governativo. La conseguenza è rappresentata dalla formazione, quindi, di governi di coalizione caratterizzati dalla cristallizzazione dei ruoli di minoranza e opposizione e dall’affermazione di una “sorta di democrazia bloccata” in cui l’alternanza non è possibile, ma, al tempo stesso, la coalizione tra partiti riguarda solo alcuni tra questi, stabilmente collocati nell’area di governo, come altrettanto stabilmente ne sono esclusi, aprioristicamente, altri... (segue)



 



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