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FOCUS - Riforma costituzionale N. 1 - 27/01/2016

 Le leggi a oggetto plurimo: una spina nel fianco della riforma?

Al termine del processo elaborativo del testo di revisione costituzionale - e in attesa dell’annunciato referendum confermativo - v’è spazio per approfondire alcune questioni procedurali che toccano snodi essenziali della funzione legislativa. L’art. 70 Cost., interamente riformulato dall’art. 10, opera una minuta differenziazione dei procedimenti legislativi. Questa articolazione procedurale appare ad alcuni eccessiva e foriera di conflitti intercamerali. Altri la giustificano quale conseguenza del passaggio ad un assetto bicamerale asimmetrico: a sostegno, si invoca la comparazione con i regimi parlamentari che adottano il bicameralismo non paritario. In realtà, la conformazione del procedimento legislativo e la differenziazione per “tipi” sono scelte di diritto positivo: non vi è un quantum necessitato. Nel sistema delineato dal nuovo art. 70, le leggi bicamerali hanno oggetto tipizzato e formano un numero chiuso. Ciascuna legge bicamerale ha un «oggetto proprio». Nelle altre materie, la potestà legislativa spetta alla Camera dei deputati, salvo l’esame eventuale del Senato (con varianti che qui si tralasciano). Questo principio di distinzione procedurale è costituzionalmente garantito e non è derogabile dagli operatori politici, con la vistosa eccezione del decreto-legge, autorizzato ad intervenire anche nell’ambito proprio delle leggi bicamerali: così sembra da interpretare l’art. 77, secondo comma, novellato dall’art. 16 del testo di revisione: il disegno di legge di conversione del decreto-legge deve essere presentato “alla Camera dei deputati, anche quando la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”. L’ambito riservato alle leggi bicamerali è – sulla carta - consistente.  Mentre l’originario disegno di legge del Governo limitava l’iter bicamerale paritario alle sole leggi di revisione costituzionale e alle altre leggi costituzionali, il testo finale ricomprende numerose fattispecie, di cui la dottrina ha suggerito diverse classificazioni. Qui le raggruppiamo per sintesi in tre macrogruppi... (segue)



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