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FOCUS - Osservatorio Brexit N. 1 - 21/06/2017

 Il futuro dell'Europa e le sfide da affrontare dopo la Brexit

Rappresento la terza generazione di britannici che ha vissuto ed amato l’Italia, e quindi mi sento di parlare avendo ben presenti gli interessi degli Italiani. Personalmente considero la Brexit come un atto egoistico e distruttivo,  sono sempre stato un forte europeista e ho fatto campagna nel referendum affiché la Gran Bretagna restasse nell’UE. Non c’è dubbio che l'impatto della crisi finanziaria del 2008 sia ancora molto sentito in termini di incertezza economica. Il referendum sulla Brexit del giugno 2016 si è svolto prima della ripresa della zona euro e questo ha favorito chi diceva che la Brexit avrebbe permesso di svincolarsi dai problemi che l’Eurozona stava affrontando. La crescita dei partiti populisti in tutto il continente è molto preoccupante, ma i risultati delle elezioni nazionali che si sono svolte recentemente in Austria, Paesi Bassi e Francia fanno tirare un certo sospiro di sollievo sulla crisi esistenziale dell'UE, anche se l’entrata dell’Alternative For Deutschland (AFD) nel Parlamento tedesco è un po’ più preoccupante. Anche in Italia, tuttavia, lo scetticismo del Movimento 5 Stelle e della Lega verso l’Unione europea si sta riducendo, grazie alla presa di coscienza che alcune questioni come la crisi migratoria, il cambiamento climatico e la lotta al terrorismo internazionale possono essere affrontate solo insieme. Purtroppo i  partiti populisti cercano di dare la colpa all'UE e di disconnettere i propri paesi da un mondo globalizzato, con la falsa promessa di un mondo meno complesso, più sicuro, e basato sullo “stato-nazione” tradizionale. Il Populismo sta emergendo da entrambi i lati dello spettro politico: in Francia, ad esempio, l’estrema sinistra  di Melanchon e l’estrema destra di Le Pen sostengono un’agenda politica simile a livello nazionale,  protezionista e isolazionista, sfruttando la paura e l'insicurezza percepita da molti in un ambiente globale in rapida evoluzione. L'UE è diventata un bersaglio di questa ondata di insoddisfazione. E’ sempre piu’ evidente l’incompatibilità tra l'agenda radicale, promessa dai partiti populisti, e gli obblighi e le responsabilità dei governi dei 28, e a breve 27, Stati membri dell’Unione europea. Le fake news sono per molti aspetti legate a questo fenomeno: sono le mezze verità che cercano volontariamente di falsificare i fatti. La  sempre meno forte fiducia nei media e nei partiti politici tradizionali rende più difficile il nostro lavoro in tal senso. Le soluzioni nazionaliste, populiste, protezionistiche e le risposte isolazionistiche verso i problemi globali non sono realistiche, perché solo nell'UE si possano superare le sfide comuni. Evitare tali estemismi, tanto a sinistra quanto a destra, è sempre stato tradizionalmente l'obiettivo esplicito dell'UE. Ora, tristemente, si pretende di sconvolgere la nostra democrazia!... (sergue)



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