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FOCUS - Il federalismo in tempi di transizione N. 2 - 22/06/2018

 Il 'contagio democratico' tra due ordinamenti federali a 'doppia sovranità'. Nascita ed evoluzione del referendum propositivo

Lo schema di quell’istituto di democrazia diretta chiamato in Italia “referendum propositivo”, semplicemente “iniziativa popolare” in Svizzera o “proposition” e “initiative” negli Stati Uniti è alquanto peculiare. Pur con differenze importanti di tipo procedurale che caratterizzano un ordinamento piuttosto che un altro, un livello federale piuttosto che un livello statale o locale, attraverso esso, gli elettori redigono una proposta di legge (che sia ordinaria o di riforma costituzionale), promuovono la raccolta delle firme necessarie per la “qualificazione” dell’iniziativa stessa e sottopongono la proposta al voto popolare, con possibilità o meno di intervento dell’organo legislativo. Negli Stati Uniti d’America, in contemporanea con l’elezione del Presidente Donald J. Trump dell’8 novembre 2016, sono stati indetti ben 162 referendum propositivi in tutti gli Stati. Si è votato sulle proposte di iniziative popolari dai temi più disparati: dall’eutanasia alle armi da fuoco, dalla pena di morte alla legalizzazione delle droghe leggere per uso ricreativo. Oltreoceano, nel piccolo Canton Ticino, il 25 settembre 2016 si è tenuto un referendum avente ad oggetto una corposa modifica della Costituzione cantonale, a seguito dell’iniziativa popolare denominata «Prima i nostri», con inserimento di principi indubbiamente peculiari quali la “preferenza indigena” nel mercato del lavoro. Ancora prima, il 9 febbraio 2014, si è svolto a livello federale un referendum a seguito della presentazione dell’iniziativa popolare di revisione costituzionale «Contro l’immigrazione di massa». Ci si può domandare del perché di un accostamento così bizzarro come quello tra i due ordinamenti federali, svizzero e statunitense…(segue)



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