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NUMERO 16 - 01/08/2018

 L'imperialismo del libero scambio. La costituzione economica europea nell'epoca del neo-mercantilismo 'globale'

Tra i tanti libri dell’economista socialista Giorgio Ruffolo v’è ne è uno dal titolo particolarmente graffiante: il capitalismo ha i secoli contati. Lo stesso può dirsi oggi della globalizzazione: ha i secoli contati. Ciò non significa che la globalizzazione sia viva e vegeta e che “vive e lotta insieme a noi”. Nei ‘nostri’ salotti televisivi possiamo concederci il lusso di ironizzare su ogni parola di Donald Trump. Ma il neoprotezionismo - “la guerra dei dazi” - è una sfida reale per l’ordine neoliberale che ha governato il mondo per più di un quarto di secolo. Il trumpismo è l’epifenomeno di una crisi profonda, la crisi politica del globalismo. Una ideologia potente ed una cattiva utopia. I no global hanno da tempo esaurito la loro “spinta propulsiva”, ma il loro sentimento è diventato senso comune. L’ordine neoliberale è sempre più percepito come un ordine tutt’altro che giusto, tutt’altro che ordinato, tutt’altro che liberale. Un problema serio, maledettamente serio, per l’Unione europea che ha, sin dalle origini, codificato nei Trattati la grundnorm liberoscambista: il vincolo ordinamentale ad edificare una “economia di mercato aperta e in libera concorrenza”… (segue)



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