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FOCUS - Riforma costituzionale N. 1 - 27/01/2016

 Brevi note sulla incostituzionalità sopravvenuta della legge Delrio

In seguito all’approvazione del testo di riforma costituzionale, avvenuta in seconda votazione nella seduta della Camera dei deputati del 12 aprile 2016, la sorte della legge n. 56/14, cd. Delrio, ha iniziato a farsi più incerta. Assumendo che il nuovo testo costituzionale sia confermato dal referendum calendarizzato per l’autunno 2016 (circostanza tutt’altro che scontata, secondo i più recenti sondaggi), alcuni studiosi hanno avviato una riflessione sul futuro delle province e dell’area vasta, nel tentativo di offrire risposte concrete ai problemi di attuazione della riforma. In particolare, in occasione di un recente seminario  dedicato all’attuazione dell’art. 40, comma 4 del testo di riforma costituzionale, ci si è chiesti: 1) se le province disegnate dalla legge 56/14 continueranno ad avere spazio nel mutato quadro costituzionale, ovvero se scompariranno in virtù della abrogazione esplicita operata dall’art. 29 del testo di riforma costituzionale;  2) se l’assetto complessivo del nuovo testo costituzionale (art. 40, comma 4; 29; 117; 118) non determini una abrogazione implicita di gran parte della attuale disciplina legislativa concernente le città metropolitane e le province; 3) se la presenza di un livello di governo intermedio, o di area vasta, sia da considerarsi necessaria ovvero facoltativa su tutto il territorio nazionale, in base ad una lettura sistematica del testo di riforma costituzionale; 4) quale sia il rapporto tra la competenza statale per i “profili ordinamentali generali” e la competenza legislativa regionale per le “ulteriori disposizioni” in tema di area vasta. 5) quale sia il procedimento da seguire per l’istituzione degli enti di area vasta e la relativa disciplina ordinamentale... (segue)



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