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Numero 21 - 05 novembre 2008 NORMATIVA [48]    GIURISPRUDENZA [34]    DOCUMENTAZIONE [40]

Per una dimensione costituzionale universale della tutela dei diritti e delle libertà

Mercoledì 10 dicembre prossimo ricorre il 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, adottata e proclamata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. Questo anniversario, che per l’Italia si sovrappone al 60° dell’entrata in vigore della Costituzione repubblicana, induce ad alcune riflessioni, che peraltro muovono da entrambi i testi, circa i confini della dimensione costituzionale della disciplina dei diritti e delle libertà individuali.
Dal 1948, dopo gli orrori della seconda guerra mondiale, l’Assemblea generale della neonata Organizzazione delle Nazioni Unite era riuscita ad approvare un testo di principi inneggiante alla libertà ed all’uguaglianza originaria di tutti gli uomini “in dignità e diritti” (art. 1).
Questa Dichiarazione, ed il dibattito internazionale che ne ha accompagnato la gestazione, sono stati anche alla base della definizione nelle nuove costituzioni di molti stati di parti contenenti cataloghi di diritti e libertà fondamentali riconosciuti nel quadro di rinnovati ordini costituzionali dei poteri di governo ispirati al modello della democrazia rappresentativa.
Tra questi è significativa l’esperienza dell’Italia, servita da esempio, assieme a quella di altri importanti paesi europei, come la Germania, per consolidare in Europa forme originali di democrazia ispirate ai principi del costituzionalismo, poi emulate da altri paesi che in anni successivi sono usciti dall’oscurantismo di regimi autoritari, come Grecia, Portogallo e Spagna. (segue)

Migrazioni e paradigmi della cittadinanza: alcune questioni di metodo

La disciplina giuridica della cittadinanza, e lo stesso apparato concettuale che la sostiene, seguono la vicenda della sovranità e della forma di Stato. Nelle sue radici, cittadinanza è appartenenza e soggezione allo Stato come titolare della sovranità, come “ordinamento generale unico delle società civili” ovvero “forma ordinamentale” che...

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I diritti fondamentali dello straniero

Non si può non premettere che - come di recente ha ricordato Danilo Zolo - i gruppi umani organizzati, anche i più primitivi agli albori della storia dell’uomo, tendono a strutturarsi sulla base del binomio tra “appartenenti al gruppo” e “stranieri”. Tale tendenza, volta innanzitutto a garantire la propria sicurezza...

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Le politiche sull'immigrazione e l'asilo nell'Unione Europea: recenti sviluppi

Negli ultimi cinquanta anni il progetto politico e di civiltà fondativo dell'Unione europea ha conosciuto progressi significativi: uno di questi è la costituzione di un vasto spazio di libera circolazione che comprende oggi la maggior parte del territorio europeo e rappresenta pertanto un importante fattore di crescita e prosperità...

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La questione della trasmissione del cognome ai figli: considerazioni a margine dell’ordinanza n. 23934/2008 della Corte di Cassazione

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Corte di Cassazione, Sentenza n. 23934/2008

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Partiti politici e nuove tecnologie

Il tema che mi è stato affidato ha un titolo tanto affascinante quanto difficile da delimitare. Sappiamo bene, infatti, quanto variegate e multiformi siano le forme di partito che la esperienza degli ultimi secoli ci ha consegnato e, sia pure in misura minore, abbiamo una conoscenza delle nuove tecnologie sufficiente a saper almeno due cose...

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1948-2008: the ups and downs of a 60-years–long decentralization (?) process in Italy

The paper analyzes first the circumstances and historical frameworks  in which the various steps of Italy’s decentralization process took place, from the early post-war partial solution of the “Special Regions” envisaged by the 1948  Constitution, through  the failure of the radical reforming attempts pursued during the nineties...

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