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Numero 14 - 15 luglio 2009 NORMATIVA [41]    GIURISPRUDENZA [49]    DOCUMENTAZIONE [19]

Il “Sì, ma” del Tribunale costituzionale federale tedesco sulla ratifica del Trattato di Lisbona tra passato e futuro dell’integrazione europea

A prima lettura appaiono giustificati i toni che la stampa ha utilizzato per sottolineare l’importanza e la complessità della recentissima sentenza con cui il Tribunale costituzionale federale tedesco (BverfG) ha nella sostanza dichiarato la compatibilità con la Legge fondamentale tedesca (Grundgesetz, GG) della legge di  ratifica del Trattato di Lisbona del 2007, ma ha altresì imposto le condizioni che dovranno essere inserite nella collegata legge ordinaria sul rafforzamento dei poteri del parlamento tedesco volta a garantire l’effettiva partecipazione dell’organo nei  futuri processi legislativi e decisionali europei. In effetti, le condizioni imposte dai giudici costituzionali tedeschi sono destinate a procrastinare la firma della ratifica da parte del presidente della repubblica, firma che dovrà essere preceduta dai passaggi parlamentari necessari per l’approvazione di una legge che contenga tutti i presupposti indicati dal Tribunale costituzionale federale e quindi sia in grado di garantire concretamente il potenziamento dei poteri del Bundestag e del Bundesrat  rispetto alle responsabilità ed alle competenze che il Trattato di Lisbona riconduce ai parlamenti nazionali.
Da un lato, con l’approssimarsi delle elezioni parlamentari del prossimo autunno, il governo della cancelliera Merkel ha tutto l’interesse a chiudere la partita della ratifica del Trattato di Lisbona, nella consapevolezza del valore “politico” delle affermazioni dei giudici costituzionali sulla sostanziale compatibilità di questo con i principi del GG; dall’altro lato, le condizioni imposte al parlamento per rafforzare la sua posizione nel dialogo con le istituzioni europee e la conseguente dilatazione dei tempi per la ratifica potrebbe innescare un meccanismo di rallentamento a catena visto che il presidente della Polonia Kaczynsky ha dichiarato di voler attendere la chiusura del processo di ratifica da parte della Germania e l’esito del referendum irlandese del prossimo autunno, esito in verità atteso anche dal presidente ceco Klaus.  (segue)

+ Sentenza BUNDESVERFASSUNGSGERICHT - BVerfG, 2 BvE 2/08 del 30.6.2009 sulla ratifica del Trattato di Lisbona da parte della Germania

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    Con la sentenza in commento il BVG ha subordinato la ratifica da parte della Germania del Trattato di Lisbona all’adozione di una serie di misure che rendano effettivo il ruolo del Bundestag e del Bundesrat nel quadro di alcune procedure contemplate dai Trattati funzionali a modificarli o integrarli in modo semplificato o implicito. A tal fine il BVG ha esaminato la legge che approva il Trattato di Lisbona, le modifiche costituzionali in materia di conformazione dell’ordinamento tedesco a quello europeo e il Gesetz über die Ausweitung und Stärkung der Rechte des Bundestages und des Bundesrates in Angelegenheiten der Europäischen Union, l’atto che ha esteso e rafforzato i poteri delle Camere nell’ambito degli affari europei. Il Tribunale ha rilevato alcune carenze di quest’ultimo atto rispetto all’art. 38.1, in combinazione con l’art. 23.1 della Legge fondamentale (Grundgesetz - GG)...
  • La sentenza del Tribunale costituzionale tedesco sulla compatibilità del Trattato di Lisbona con il Grundgesetz: una guida alla lettura

    Il secondo Senato del Tribunale federale tedesco (Bundesverfassungsgericht) si è pronunciato con la sentenza dello scorso 30 giugno sulla compatibilità del Trattato di Lisbona, firmato il 13 dicembre 2007, con la Legge fondamentale (Grundgesetz – GG). Il giudizio del Tribunale di Karlsruhe ha dichiarato il recente Trattato europeo sostanzialmente conciliabile con i principi fondamentali dell’ordinamento tedesco, tuttavia ha richiamato il Parlamento invitandolo a revisionare gli atti adottati per la ratifica del Trattato nel rispetto dei principi contenuto negli artt. 23, I c. e 38, I c. GG.  Nello specifico il Bundesverfassungsgericht...
  • Avvio dell'audizione per la conferma del giudice Sotomayor

    Si è avviato ieri di fronte al Judiciary Committee del Senato statunitense il processo che porterà alla conferma di Sonia Sotomayor, nominata lo scorso 1° giugno da Barack Obama come Giudice della Corte Suprema in sostituzione dell’anziano giudice David Souter, che aveva annunciato in aprile l’intenzione di ritirarsi dalla carica. Sotomayor – 45 anni, nata nel Bronx da genitori portoricani – ha svolto i suoi studi universitari a Princeton, cui ha avuto accesso grazie ad una borsa di studio, per poi ottenere il J.D. (laurea in legge) alla Yale Law School nel 1979. Già giudice federale nella Corte distrettuale del distretto meridionale dello Stato di New York, e oggi nella Corte di Appello del secondo circuito (Connecticut, New York, Vermont)...

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    Hearings davanti al Judiciary Committee del Senato Statunitense (TESTO) (VIDEO)
       
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