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Numero 18 - 23 settembre 2009 NORMATIVA [25]    GIURISPRUDENZA [22]    DOCUMENTAZIONE [16]

Costituzione e democrazia in Europa. Verso (e dopo) il referendum irlandese.

Il 2 ottobre si terrà in Irlanda l’atteso nuovo referendum sul Trattato di Lisbona. Per incoraggiare la popolazione irlandese a partecipare alla consultazione e per sollecitarne una risposta positiva, il governo irlandese ha spiegato ai suoi cittadini in modo dettagliato le novità del Trattato e le garanzie che l’Irlanda ha ottenuto dopo l’esito contrario del primo referendum al Vertice di Bruxelles di giugno 2009. Sono in attesa dell’esito referendario irlandese Polonia e Repubblica Ceca, le cui perplessità sul Trattato sono note. Nonostante le iniziative assunte e la pressione delle cancellerie europee, i sondaggi non sembrano incoraggianti. In vista di questa scadenza la sentenza del BVerfG del 30 giugno scorso (commentata nel n. 14 di questa Rivista) permette di rilanciare alcune questioni fondamentali per il futuro dell’Unione. In Germania ha portato il Parlamento a mettere rapidamente a punto alcuni testi legislativi  per definirne in modo efficace il “ruolo comunitario” alla luce della sentenza: naturalmente occorre ora attendere cosa pensa il BVerfG di tali novità legislative.  La sentenza ha generato un dibattito molto intenso sul piano dottrinale e politico, nell’ambito del quale le maggiori perplessità sono state manifestate proprio all’interno dei confini tedeschi, dove il BVerfG è stato accusato, anche in modo netto, di antieuropeismo.  La pronuncia presenta dei contenuti di grande interesse in relazione alla questione della realizzazione di un’autentica democrazia in Europa nella prospettiva di una sua “costituzionalizzazione”, tema al quale sono dedicate queste pagine. Il dibattito sul punto lascia intravedere un’Europa che ... (segue)

Ridefinizione del ruolo delle province nel sistema degli enti locali

Mi sia consentito riprendere parte dei miei scritti sul tema della Provincia, di cui l’ultimo è stato pubblicato su “Civiltà Europea” diretta dal prof. G. Valditara dell’Università Europea di Roma.
Si tratta di proporre un percorso ragionato e ragionevole di modifica nell’assetto degli enti locali... (segue)

Dai 'principi fondamentali' agli 'indicatori': nuove dinamiche nei rapporti tra legge statale e legge regionale (Osservazioni a prima lettura a Corte cost., sent. 24 luglio 2009, n. 237)


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Corte Costituzionale Sentenza n. 237/2009

Alcuni spunti in tema di semplificazione e qualità della regolazione ad un anno dalla costituzione della commissione parlamentare.

La semplificazione ed il miglioramento della qualità della regolazione sono da tempo oggetto di specifiche politiche legislative, in Italia come in molti ordinamenti giuridici stranieri.
Le politiche adottate in Italia a livello statale... (segue)

L'efficienza nella produzione del diritto. Primi spunti per una riflessione giuseconomica.

L’idea più innovativa e dirompente, rispetto agli schemi dell’analisi economica di derivazione neoclassica, è che l’attività di scambio comporta degli elevati costi di transazione, sia che si tratti di scambio politico, sociale o economico. In questa prospettiva è divenuta sempre più chiara quale fosse l’incidenza dei vincoli istituzionali sui costi di transazione e, in definitiva, quale fosse il ruolo giocato dall’ambiente istituzionale nel determinare la struttura degli incentivi e dei costi dell’agire individuale e collettivo... (segue)

  • Principi costituzionali e comunitari in materia di giurisdizione amministrativa

    L’argomento scelto dagli organizzatori di questo Convegno è di estrema attualità. Stiamo indubitabilmente attraversando un momento di grandi trasformazioni della società, che inevitabilmente si riflette sul rapporto tra pubblica amministrazione (o, per meglio dire, pubbliche amministrazioni) e amministrati. Cambia, di conseguenza, anche il ruolo del giudice amministrativo, che, come è stato ripetutamente sottolineato, non si connota più soltanto come il giudice del potere, ma anche... (segue)
     
  • Note in tema di immutabilità del giudice

    Il principio della immutabilità del giudice è un principio generale del nostro ordinamento processuale che risponde alla “necessità che chi decida conosca” e che vuole quindi assicurare che il giudice chiamato a decidere una questione sia esattamente quello che ne abbia avuto la piena cognizione.  Esso trova la propria traduzione, all'interno dei codici di rito, nell'art. 276, comma l, c.p.c. e nell'art. 525, comma 2, c.p.p. Un primo aspetto che merita di essere puntualizzato è quello riguardante il momento in cui tale principio "inizia" ad operare. Per quanto riguarda il giudizio civile la giurisprudenza ha stabilito che “il principio  della immutabilità del Giudice collegiale fissato nell'art. 276 c.p.c. trova attuazione... (segue)
  • Le nuove costituzioni balcaniche: paradigma individualistico o paradigma sociale

    L’Europa conosce oggi molteplici modelli di Stato sociale: attraverso uno sguardo d’insieme, infatti, risulta possibile affermare che i diritti fondamentali contemplati nelle Costituzioni europee abbiano storicamente dato origine a due paradigmi: uno marcatamente sociale, rappresentato soprattutto dalla Costituzione italiana e da quella tedesca, e uno più individualistico e recente, individuabile, nella sua origine, nel modello della Carta di Nizza. Quest’ultima costituisce il tentativo di ricognizione dei diritti “derivanti dalle tradizioni costituzionali e dagli obblighi internazionali comuni agli Stati membri” e ha preteso di porsi quale compendio fondamentale dei diritti riconosciuti ai cittadini europei... (segue)
  • Piazza Venezia o Piazza Unità d'Italia? (Quando la toponomastica non è solo un dettaglio)

    “Per quanto concerne le denominazioni locali, definizioni che si riferiscono a luoghi conosciuti dalla popolazione per eventi o reperti archeologici esistenti sul posto, la Toponomastica conserva, per quanto possibile e nonostante le trasformazioni edilizie, i ricordi ed i riferimenti storici ed archeologici della vecchia topografia cittadina e le antiche denominazioni che la tradizione e l’uso hanno consolidato nel tempo”... (segue)
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