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Numero 25 - 30 dicembre 2009 NORMATIVA [32]    GIURISPRUDENZA [10]    DOCUMENTAZIONE [3]

Le condizioni per una civile convivenza

L’aggressione al presidente del Consiglio sembra aver pacificato il clima politico. Quel gesto e, pochi giorni prima, sempre a Milano, la dura contestazione delle autorità istituzionali in occasione del ricordo per la strage di piazza Fontana, hanno fatto capire quanto fosse ormai vicino il passaggio dalla violenza delle parole alla violenza dei fatti. I due gravi episodi dovrebbero aver riportato alle mente il problema della responsabilità degli intellettuali e, più in generale, della responsabilità per le parole usate da parte di coloro, come i politici, che svolgono una parte rilevante della propria professione attraverso le parole e che attraverso le parole si rivolgono ad un pubblico indeterminato. E’ da anni che i settori più radicali delle due coalizioni politiche esprimono disprezzo nei confronti degli avversari attraverso parole che invocano o sollecitano o richiamano la violenza contro l’altro e, più in generale, contro il diverso da sé. Le ultime settimane sono state caratterizzate da un succedersi di pronunciamenti per la individuazione del nemico interno: da un lato, l’impiegato fannullone, l’immigrato clandestino, il professore ignorante, l’intera sinistra, la Corte Costituzionale, i pubblici ministeri. Dall’altro, più semplicemente, ma altrettanto pericolosamente, il presidente del Consiglio. Non si tratta di scelte indolori. L’insistere su alcune rappresentazioni odiose dell’avversario, ripetute per pure esigenze propagandistiche, confonde, specie agli occhi dei meno smaliziati, quella rappresentazione dell’avversario con l’avversario stesso e quindi favorisce un clima di aggressione o, nella migliore delle ipotesi, di attiva discriminazione.
Questo deprimente scenario ha visto protagonista un numero ristretto di personalità politiche, ma lo spazio che questi comportamenti hanno avuto sui mezzi di informazione li ha fatti apparire, anche fuori dei confini nazionali, come il leit motiv del confronto politico tra le  due intere coalizioni.... (segue)

Le intese - Enrico La Loggia

Il testo è stato ritirato su richiesta dell'Autore.

Per avvicinarsi al Trattato di Lisbona. Recensione a 'Conoscere il Trattato di Lisbona' di F. Mastronardi e A.M. Spanò

Appena entrato in vigore il Trattato di Lisbona, il 1° dicembre 2009, è normale avvertire la necessità di rinnovarne l’approfondimento. Tuttavia ancora una volta si registra un certo ritardo in Italia nella definizione di contributi organici ma agevoli... (segue)

Un'alternativa alla riduzione dei Comuni? La soluzione originale della Provincia autonoma di Trento

È ormai da tempo che tra i temi caldi della discussione politica italiana si è affermata la questione della necessità o meno di razionalizzare il quadro istituzionale sub-statale, da una parte, mediante l’eliminazione di enti, quali le Province, da più parti... (segue)

La 'rivoluzione sanitaria'

La presente nota prende spunto dalla sentenza del Consiglio di Stato 19.11.09, n° 7236 (vi sono altre due pronunce coeve – le nn° 7237 e 7238 - di identico tenore), la quale ha pronunciato su due questioni di vitale importanza per la sanità: la qualificazione della procedura che porta alla formalizzazione del rapporto che lega le Aziende ed i soggetti accreditati erogatori (e quindi la qualificazione della tipologia... (segue)

Basescu vince le presidenziali e richiama al governo Boc. Riflessioni sulla crisi politico-istituzionale in Romania.

La Romania, a venti anni dalla caduta di Ceausescu e dalla fine del comunismo (ricorrenza che cade in questi giorni), ha vissuto forse il momento più difficile della sua recente storia... (segue)

Il Senato USA è pronto ad approvare la riforma sanitaria. Scompare la public option, ma la si concretizza per via indiretta

Con il discorso del 9 settembre 2009 tenuto da Barack H. Obama al Congresso americano è iniziato l’iter legislativo della riforma sanitaria dallo stesso proposta e fortemente... (segue)

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