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Numero 10 - 19 maggio 2010 NORMATIVA [18]    GIURISPRUDENZA [36]    DOCUMENTAZIONE [9]

Federalismo fiscale, ma non solo: la legge n.42 del 2009

Con l’entrata in vigore della legge 5 maggio 2009, n. 42, recante «Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione», il riferimento al federalismo è entrato a fare parte del lessico non solo giornalistico ma anche legislativo. Pur assente nel testo costituzionale, il termine «federalismo» – e specialmente la sua declinazione «federalismo fiscale» – si è imposto nella terminologia legislativa, benché il confronto con i sistemi federali classici evidenzi forti differenze presenti nella strutturazione dell’ordinamento italiano. Nell’adeguarsi per maggiore semplicità al lessico del legislatore occorre pertanto avere ben presente il grado di approssimazione che si accompagna ad una scelta del genere.
Il punto di partenza dell’analisi della legge non può che essere la funzione rivestita dall’attuazione dell’autonomia di entrata e di spesa di Regioni ed enti locali nel quadro del più ampio disegno di attuazione del nuovo Titolo V della parte seconda della Costituzione, entrato in vigore nel 2001.
Il nuovo sistema delle autonomie territoriali ha effettivamente inizio solo se vi è una disciplina sulla loro autonomia di entrata.
La stessa proposizione può essere considerata peraltro secondo una diversa prospettiva: il discorso sull’autonomia nel reperimento delle risorse da parte degli enti territoriali...

La nuova autonomia finanziaria delle regioni e degli enti locali

In merito alla legge n. 42 del 2009 in materia di federalismo fiscale l’attenzione dei media si è soprattutto concentrata su alcune parti del provvedimento capaci di suscitare l’interesse dell’opinione pubblica, nonostante... (segue)

Il federalismo fiscale: una risorsa anche per il Mezzogiorno (a condizione che...)

La crisi della Grecia ha rappresentato e rappresenterà, chissà per quanto tempo ancora, il tema dominante dell’informazione politico-economica. In merito ad una tale catastrofe istituzionale e al suo grave pericolo di default si sono misurate le rappresentanze diplomatiche degli Stati europei e gli organi dell’UE, sollecitati ad individuare una soluzione forte e decisa, anche da parte... (segue)

Elezioni nel Regno Unito: considerazioni a margine su hung Parliament e rebus di governo. Verso un ripensamento del maggioritario?

Un Parlamento in cui nessun partito gode di una maggioranza assoluta è la norma per l'Italia e per tutti quei paesi caratterizzati da un multipartitismo su base proporzionale, ma non lo è per il Regno Unito. Ci sono voluti ben cinque giorni per avere... (segue)

Le elezioni regionali in Nordreno - Vestfalia: un esperimento elettorale di portata nazionale?

“Keine Experimente!” era lo slogan con cui, a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, dai manifesti elettorali affissi sui muri delle città tedesche occidentali da poco ricostruite il volto severo dell’allora ottantenne Cancelliere Konrad Adenauer dissuadeva i propri concittadini dal cedere alla tentazione di concedere credibilità alle... (segue) 

  • Il problema delle norme interne contrastanti con il diritto dell'unione non immediatamente efficace fra rimedi interni ed eurounitari

    La recente Corte cost. 25 gennaio 2010 n.28 è destinata a lasciare il segno per più ordini di ragioni che si cercherà qui di evidenziare. Da parte di chi scrive le successive riflessioni si orienteranno sul tema che per la prima volta in modo diretto -e non a mo’ di obiter dictum  o di proposizione funzionale alla ricostruzione sistematica dei rapporti fra fonti interne e diritto dell’Unione europea - la Corte delle leggi, fuori dal diverso ambito dei giudizi in via principale, ha affrontato in modo esplicito, tanto da giungere ad una pronunzia caducatoria di una disposizione interna ritenuta in palese contrasto con una direttiva comunitaria non dotata di efficacia self executing... (segue)

  • Dall'incentivazione al consolidamento: un possibile percorso normativo della democrazia partecipativa.

    Nell’analisi di un fenomeno recente e ancora in gran parte da costruire, come quello della democrazia partecipativa, il paradigma normativo che s’intende proporre in questo breve saggio ha una struttura bifasica, che, a una prima fase di sperimentazione – incentivazione, ne fa seguire una seconda, eventuale, di consolidamento legislativo da parte di livelli di governo superiore. Lo stacco tra questi due momenti non è ovviamente netto, poiché sussiste una zona di parziale sovrapposizione, come il quadro normativo attuale inizia già a mostrare. La necessità di procedere in via sperimentale è determinata da tre fattori principali... (segue)

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