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Numero 2 - 26 gennaio 2011 NORMATIVA [19]    GIURISPRUDENZA [24]    DOCUMENTAZIONE [19]

La XVI legislatura tra bipolarismo in affanno, neotrasformismo e partiti personali

L’attuale legislatura sta realizzando un esito paradossale quanto all’evoluzione del regime politico. Nata all’insegna del consolidamento del sistema bipolare e destinata addirittura, per numerosi commentatori, a segnare l’inizio di un percorso verso un sostanziale bipartitismo, essa sta smentendo clamorosamente queste previsioni. Le votazioni fiduciarie sul governo Berlusconi del 14 dicembre 2010 hanno costituito il momento topico di questa inversione di tendenza contraddistinta dal venir meno della coesione interna di vari partiti, dal rinascere della c.d. “mobilità parlamentare” parlamentare e, infine, dalla costituzione di un “terzo polo”.
Su questa già intricata situazione è venuta ad inserirsi la vicenda della nuova inchiesta della procura della Repubblica di Milano nei confronti del presidente del consiglio, che potrebbe avere ripercussioni importanti sull’equilibrio del quadro politico.    
Ripercorriamo ora brevemente la parabola della legislatura per cercare di comprendere le ragioni del fenomeno e valutare le prospettive dei rapporti tra le forze politiche, per quanto ciò sia possibile data la situazione di estrema fluidità, se non di vera e propria confusione.
Alle elezioni del 2008 si erano presentate due nuove formazioni: il Partito democratico (costituitosi nel 2007 con la fusione dei Democratici di sinistra e della Margherita) e il Popolo della libertà (costituito dalla unione di Forza Italia e Alleanza nazionale). Due partiti definiti a “vocazione maggioritaria” perché la loro finalità era quella di dar vita a due aggregazioni destinate ad essere i maggiori e più significativi contenitori politici della destra e della sinistra dello schieramento politico e determinarne una drastica semplificazione.
La vocazione maggioritaria delle due nuove formazioni si manifestò concretamente in una nuova utilizzazione del sistema elettorale previsto dalla legge 270 del 2005. Infatti, mentre nella tornata del 2006 per poter ottenere il premio di maggioranza erano state costituite eterogenee “coalizioni acchiappatutto”, nel 2008 i due nuovi partiti limitarono le alleanze elettorali all’IDV il Pd e alla Lega e all’ MPA il Pdl. Ne risultarono esclusi l’UDC, gli spezzoni della sinistra neocomunista e la Destra che presentarono autonome liste. Solo l’UDC riuscì a superare lo sbarramento elettorale e si collocò al centro dello schieramento politico.
Il vecchio fenomeno della frammentazione partitica del nostro sistema politico sembrava colpito al cuore e ne risultò una drastica riduzione del numero dei gruppi parlamentari (6, compreso il gruppo misto, sia alla camera che al senato)...

Brevi considerazioni sulla razionalizzazione dei sistemi maggioritari: il caso dell'Australia


L’Australia è una monarchia costituzionale, Stato federale indipendente composta da 6 Stati autonomi (Victoria, Queensland, Nuovo Galles del Sud, Australia Meridionale, Australia Occidentale e Tasmania), il Territorio del Nord e quello della capitale Camberra, ed appartenente al British Commonwealth of Nations... (segue)

Governo, giudici e militari: come cambia l'equilibrio tra poteri in Turchia alla luce del referendum del 12 settembre 2010


La Turchia si trova a vivere un momento cruciale della propria storia. Il risultato del referendum del 12 settembre 2010 rappresenta una svolta per la democrazia turca.
Il voto popolare ha dato il via libera, con il 58 per cento di voti favorevoli, a una radicale revisione della Carta approvata l’indomani del golpe militare del... (segue)

  • Dovere di vivere, diritto di morire, oppure...?


    Tra il tema specifico della riunione di stamani (le decisioni di fine vita) e quello generale del master in “Diritto del Minore” – nel cui ambito si svolge questa tavola rotonda interdisciplinare – sussiste uno stretto legame, nonostante si tratti di tematiche apparentemente tra loro molto diverse.
    Il tema della difesa dei diritti del minore consente infatti di ricollegare il discorso del diritto alla autodeterminazione – di cui oggi discutiamo – a quello più generale relativo alla rivalutazione della posizione e della identità del minore.
    Per lungo tempo si è pensato che la posizione... (segue) 
  • La Corte (si) chiarisce: i commissari ad acta non possono esercitare poteri sostitutivi in via normativa (nota a Corte cost., 17 dicembre 2010, n. 361)


    La Corte si è pronunciata sulla questione se il Presidente di una Regione nominato commissario ad acta ai sensi dell’art. 120, secondo comma, Cost., possa o meno disporre delle competenze legislative del consiglio regionale. La risposta della Corte è chiaramente contraria. Ci si compiace del fatto che i dubbi in proposito esposti a margine di una vicenda analoga del 2008, poi ripropostisi nel 2010 a margine della sent. della Corte n. 2, risultino finalmente risolti dalla pronuncia in esame.
    La sentenza è stata resa con riferimento all’atto denominato “legge della Regione Calabria 11 febbraio 2010, n. 5”... (segue)
  • Senso dello stato, familismo amorale e 'ndrangheta: il problema dell'inquinamento criminale della partecipazione politica in Calabria

    Senza dubbio la ‘ndrangheta è, oggi, l’organizzazione criminale più importante in Italia ed una delle più importanti nel mondo, con significative ramificazioni internazionali. Si tratta di un’organizzazione criminale familistica che in Calabria, terra di origine, assume caratteri di eccezionalità. Dunque, se non si vuole negare la sua evidenza, come tutti i fenomeni eccezionali esige, soprattutto ma non solo in Calabria, una risposta eccezionale dello Stato e della società civile. Se non si prende atto con freddo realismo dell’inaudita e preoccupante gravità e diffusione della ‘ndrangheta, si rischia di sottovalutarla, rendendo ancor più difficile l’attuale resistenza alla sua tracotanza... (segue) 

  • Private military companies e diritti umani nella giurisprudenza statunitense: tra responsabilità e nuove forme di immunità


    L’affidamento a società private (le Private Military Companies, PMCs) di funzioni un tempo svolte dalle forze armate è un fenomeno che caratterizza in modo trasversale la politica militare di un gran numero di Paesi. Diverse sono le ragioni che giustificano questa evoluzione.
    Un primo elemento da considerare è la trasformazione degli eserciti di leva in eserciti professionali. Com’è noto, questo processo ha determinato una riduzione dell’organico cui è conseguito un più alto livello di preparazione dei soldati. Poiché, in tale mutato contesto, sarebbe risultato assolutamente irrazionale affidare a militari di professione mansioni dequalificate... (segue)
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