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Numero 3 - 09 febbraio 2011 NORMATIVA [20]    GIURISPRUDENZA [22]    DOCUMENTAZIONE [20]

Da Pomigliano a Mirafiori: in auto per andare verso dove?

L’accordo di Pomigliano e quello, di poco successivo, di Mirafiori, relativi a stabilimenti impegnati nella produzione di autoveicoli per un mercato globale e, al tempo stesso, molto aperto alla concorrenza fra produttori, hanno suscitato discussioni, tensioni e, cosa non consueta, veri e propri conflitti fra le organizzazioni sindacali. 
Per orientarsi rispetto a valutazioni molto diverse di questi accordi e, soprattutto, per cercare di capire quali reali questioni sollevano e quali utili aggiustamenti del sistema di relazione industriali sollecitano, è opportuno partire dal tentativo di razionalizzazione degli assetti della contrattazione collettiva definito solo qualche mese prima con l’accordo quadro del gennaio 2009 e, per quanto in particolare riguarda l’industria, con l’accordo interconfederale del 15 aprile 2009.
Confermando e, su alcuni aspetti, innovando le regole precedenti, questi accordi di autoregolazione del sistema contrattuale hanno ribadito lo schema a due livelli.
Da una parte, infatti, hanno confermato la primazia del contratto nazionale di categoria quale fonte garante di trattamenti economico/normativi uniformi per tutti i lavoratori appartenenti alla medesima categoria; dall’altra, hanno specializzato ancor di più il contratto di secondo livello, in pratica il contratto aziendale, nella istituzione/regolazione di voci retributive legate alla crescita dell’efficienza e della produttività del lavoro.
Ancora molto, dunque, nei contratti nazionali di categoria e da ciò la domanda: l’uniformità conseguente all’applicazione di contratti collettivi nazionali di categoria, piuttosto pervasivi, è compatibile con i peculiari problemi vissuti dalle diverse aziende?
Interrogativo, questo, legittimato anche dal fatto che le categorie, come insieme di aziende a cui ogni contratto collettivo nazionale di categoria si rivolge, sono spesso un aggregato molto eterogeneo e la concorrenza internazionale può condizionare in maniera notevolmente diversa aziende pur inquadrate, magari per risalente tradizione, nella medesima categoria.
La conseguente esigenza di trovare punti di equilibrio fra uniformità e diversificazione aziendale delle discipline, soprattutto per gli istituti più direttamente legati all’organizzazione del lavoro, non è ignorata dagli accordi di riforma del sistema contrattuale, prima citati.
Tali accordi, infatti, hanno espressamente previsto la possibilità che il contratto nazionale di categoria consenta al livello aziendale di “modificare, in tutto o in parte, anche in via sperimentatale e temporanea, singoli istituti economici e normativi” già disciplinati a livello nazionale e ciò sulla base di “parametri oggettivi” predeterminati dallo stesso contratto di categoria...

Il caso paradigmatico del Sudan, crocevia tra pace e giustizia all'alba del XXI secolo

Il titolo del presente contributo può sembrare esagerato. Ma in Africa tutto è paradossale. Basti pensare che il leader libico Gheddafi definì il conflitto in Darfur “a quarrel over a camel”, insomma una disputa tra beduini. Del resto, ipotizzare di dare applicazione concreta a principi rivoluzionari dell’ordine giuridico internazionale contemporaneo, quali quelli della fine dell’impunità per i principali responsabili dei più gravi crimini internazionali e dell’autodeterminazione interna... (segue) 

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Portogallo: Cavaco Silva confermato alla Presidenza della Repubblica. Un'analisi del risultato tra il crollo dell'affluenza e le nuove prospettive in merito alla forma di governo


Aníbal Cavaco Silva sarà il Presidente del Portogallo anche per i prossimi cinque anni. Le elezioni presidenziali di domenica 23 gennaio hanno confermato la tradizione che vede sempre rieletto al primo turno il Capo dello Stato uscente che si ricandida per un secondo mandato.
Nessuna sorpresa è quindi... (segue)

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Il procedimento disciplinare dei docenti universitari dopo la riforma Gelmini

Il procedimento disciplinare dei docenti universitari è stato disciplinato, per un lungo periodo di tempo, dall’art. 12 della l. 18 marzo 1958, n. 311 (norme sullo stato giuridico ed economico dei professori universitari) che operava (ed opera) un sostanziale rinvio alle disposizioni degli artt. 87, 88, 89, 90 e 91 del testo unico delle leggi sull'istruzione superiore, approvato con r.d. 31 agosto 1933, n. 1592 (primo comma) e, in quanto applicabili e non contrastanti con le disposizioni del testo unico sull’istruzione... (segue) 

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L'armonizzazione dei bilanci e le circolari ausiliarie dell'applicazione del federalismo fiscale

Il federalismo fiscale sta per conseguire il suo assetto normativo attuativo, con tre decreti legislativi già pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale - con i numeri 85 (federalismo demaniale), 156 (Roma Capitale) e 216 (fabbisogni standard per gli enti locali) del 2010 - e cinque schemi di provvedimenti delegati... (segue)

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Strumenti derivati e responsabilità erariale. Il rapporto tra le regole proprie del giudizio di responsabilità amministrativa e le peculiarità di funzionamento dei prodotti derivati


Da molti mesi ormai si assiste ad un vivo dibattito sulla natura e sulla funzione dei prodotti finanziari derivati e, in particolar modo, sulle modalità di utilizzo di tali strumenti da parte degli enti locali.
Il crescente livello di attenzione che più parti – mondo istituzionale, organi di stampa e la stessa opinione pubblica... (segue) 

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Regolare fa rima con partecipare. Brevi note a Tar Lazio, Roma, 27 ottobre 2010, n. 33044


Con il citato ricorso l’ABI era insorta, chiedendone l’annullamento, contro l’art. 52 del detto Regolamento, recante – in attuazione alle disposizioni del CAP in materia di trasparenza delle operazioni di assicurazione e protezione dell’assicurato (artt. 182, 183 e 185) – la modifica dell’art. 48 del Regolamento ISVAP n. 5 del 16 ottobre 2006.
 In particolare, il comma 1 dell’art. 48 di tale ultimo Regolamento (con il quale a suo tempo era stata dettata la disciplina dei casi di conflitto di interessi in capo agli intermediari dei contratti di assicurazioni) così recita... (segue)

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