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Numero 13 - 29 giugno 2011 NORMATIVA [11]    GIURISPRUDENZA [20]    DOCUMENTAZIONE [49]

Nonostante l'impar condicio. Vecchi media, tecnologie di rete e cambiamenti socioculturali

A ridosso dei risultati elettorali, tanto delle Amministrative di maggio quanto dei Referendum del 12 e 13 giugno, è il momento di proporre qualche stimolazione, anche di carattere socioculturale, intorno all’adeguatezza e aggiornamento della “par condicio”. Vent’anni di pratiche e di osservazioni di dati forniscono sufficienti elementi per poter dire che nel campo della riflessione accademica e professionale sulla comunicazione politica non c’è stata una grande crescita qualitativa, adeguata alle trasformazioni della comunicazione, né sul versante dell’affinamento degli strumenti di ricerca né su quello della valutazione dell’impatto della cultura delle regole.
 Si può sostenere, riassuntivamente, che in questa occasione la performance della par condicio è stata complessivamente modesta, almeno se la interpretiamo nei termini di una capacità regolatoria di articolare un dibattito pubblico equilibrato tra le voci in campo. Ma occorre anche dire che gli eccessi di “sfruttamento” di posizioni dominanti – soprattutto nel sistema televisivo – e rendite di posizione a vario titolo, non solo non hanno procurato benefici ai soggetti che più hanno goduto di illuminazione comunicativa, ma stavolta sono stati con buona probabilità addirittura controproducenti. Dal punto di vista delle percezioni collettive, ciò rappresenta un discreta novità, che evoca un principio generale in forza di cui, quando il lavoro del sistema informativo risulta troppo “casalingo”, il pubblico, e in questo caso gli elettori, tendono a penalizzare l’arbitrio o comunque l’eccesso di forza.
 La riflessione su che cosa c’è stato di veramente nuovo in questa campagna elettorale – perché al di là degli elementi nuovisti è vero che ci sono state delle vere e proprie novità – può anzitutto essere affidata all’individuazione di due novità strutturali, entrambe collegate all’interrogativo fondamentale: quanto funziona la performatività dei media nel controllare l’opinione pubblica? In tempi di crisi...

Un trimarano per Francesco Caravita


federalismi.it
ha attivato in questi anni numerosi focus di approfondimento tematico. Ad essi se ne aggiunge ora un altro sugli ordinamenti dell’area di lingua tedesca (Germania federale,  Austria e Svizzera),  che costituisce un vero e proprio trimarano. Cercherò di giustificare in maniera estremamente sintetica le quattro ragioni che rendono opportuno un approfondimento specifico in questo settore,  affiancando al gigante tedesco (lo scafo centrale) gli altri due ordinamenti non sempre considerati rilevanti dalla dottrina giuspubblicistica... (segue)

Un colpo al cerchio e uno all'Europa: la Germania dopo la sentenza Lisbona


La sentenza Lisbona, pubblicata il 30 giugno 2009, ha avuto l’eco di un tuono in Europa. Per la sua densità argomentativa molti hanno paragonato il testo della pronuncia ad un vero e proprio trattato di diritto costituzionale.
Pur affermando la compatibilità del Trattato di Lisbona con la Legge Fondamentale il Tribunale costituzionale federale ha dichiarato l’incostituzionalità parziale dei provvedimenti che avevano accompagnato la ratifica del Trattato, subordinandola all’approvazione... (segue)

Decreti legge e sindacato dei presupposti di costituzionalità: forse la Corte costituzionale non ha ragione...


…a ritenere che la legge di conversione non sana il difetto originario dei presupposti di cui all’art. 77, secondo comma, Cost., secondo quando affermato per la prima volta con la sent. n. 29 del 1995 e poi stabilmente a partire dalla sent. n. 171 del 2007.
In queste pagine s’intende ripercorrere tale giurisprudenza, evidenziandone gli aspetti criticabili, al netto del riferimento ai dettagli delle vicende sottostanti e delle norme impugnate, ampiamente ricostruite nei numerosi commenti, all’occorrenza citati in nota... (segue)

La materia concorrente della produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia nella recente giurisprudenza costituzionale, fra leale collaborazione e doveri di solidarietà

La sent. n. 33 del 2011 conclude una serie di pronunce rese dalla Corte costituzionale in tema di energia, e in particolare di energia nucleare. Tale giurisprudenza, occorre subito precisare, si è andata formando prima della «moratoria» – poi divenuta «abrogazione di disposizioni relative alla realizzazione di nuovi impianti nucleari» - decisa dal Governo in seguito all’allarme mondiale suscitato dal rilascio di radiazioni dalla centrale atomica giapponese di Fukushima... (segue)

Turchia: Erdogan trionfa, ma manca il plebiscito. La riscrittura della Costituzione passerà attraverso una mediazione

C’è sempre il numero dodici che ritorna nella storia recente della Turchia a scandirne i momenti cruciali. Il 12 settembre del 1980 un golpe militare mise bruscamente fine all’esperienza della Seconda repubblica, esattamente trenta anni dopo un referendum confermativo di modifica di quella Costituzione, che del colpo di stato è il frutto più longevo essendo stata ratificata dal voto popolare il 7 novembre 1982, ha aperto una nuova era nell’equilibrio... (segue) 

Come si vive senza un governo? Il caso del Belgio

Dal 26 aprile 2010 il Belgio deve fare i conti con una situazione politico-istituzionale complessa, dettata dalla presenza di un governo dimissionario al quale non si riesce a trovare un successore. Le elezioni del giugno 2010 hanno segnato la vittoria del partito Nuova Alleanza Fiamminga, N-VA, guidato da Bart De Wewer. Tale formazione, presente già dal 2004 nelle coalizioni di governo regionali, è sin dalla sua fondazione portavoce delle spinte indipendentiste fiamminghe: l‘idea è quella di secedere e di costituire il ventottesimo... (segue)

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