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Numero 22 - 16 novembre 2011 NORMATIVA [16]    GIURISPRUDENZA [32]    DOCUMENTAZIONE [10]

Perché l'Italia deve crescere, come può crescere

Più aumentano le difficoltà di bilancio e le pressioni speculative sul debito sovrano, più la crescita è necessaria per rendere credibile la solvibilità del paese e specialmente per scongiurare pericoli di recessione che aggraverebbero ancor più il peso del debito. La crescita è quindi un imperativo, almeno in un paese altamente indebitato come il nostro. Ritmi contenuti di crescita potrebbero essere accettabili solo in paesi a basso debito (una rarità in questi tempi di tempesta!), senza perciò soccombere ai richiami dello steady state, affascinante per i detrattori del capitalismo ma anacronistico in un mondo continuamente stimolato da innovazioni e sfidato dalla globalizzazione. Se la crescita è necessaria, la sua declinazione è complessa quando viene meno una delle leve più importanti, la spesa pubblica, che deve essere drasticamente ridimensionata per far fronte ad esigenze ineluttabili di rientro da un’esposizione debitoria non più sostenibile. D’altra parte gli effetti del deficit spending sono deludenti alla prova dei fatti come dimostrano tante verifiche empiriche, da Lucas a Romer e non ultimo quella del Nobel Sargent. La ripresa richiede la creazione di un ambiente favorevole alla nascita di nuove imprese, alla crescita degli investimenti, alla aumento della fiducia dei consumatori. Inondare di danaro pubblico l’economia non raggiunge sempre gli obiettivi attesi perché tanti sono gli sprechi e le distorsioni e le inefficienze quando a spendere è un decisore che opera al di fuori del controllo del mercato... (segue)

Consapevoli di essere nell'Unione Europea: la formazione del Governo Monti negli atti del Quirinale

La cronaca di questi giorni ha consegnato agli studiosi un interessante susseguirsi di atti istituzionali e di azioni politiche che meritano di essere ricostruiti con riguardo, in particolare, ad alcuni profili analizzando i quali si definisce almeno una parte delle ragioni che hanno determinato il corso degli eventi. Il primo aspetto... (segue)

La cronaca di oggi e la cronaca di ieri. Il governo Pella ed i 'governi del Presidente'.

Pare che al giornalista che gli chiedeva come mai avesse conferito l’incarico di primo ministro a Giuseppe Pella senza svolgere le rituali consultazioni al Quirinale, il presidente della Repubblica Luigi Einaudi abbia risposto, secco: “La Costituzione... (segue) 

Le società di autoproduzione in mano pubblica: controllo analogo, destinazione prevalente dell'attività ed autonomia statutaria. Un aggiornamento a seguito dell'art. 4, d.l. n. 138/2011

Queste note sono rivolte all’esame delle regole, costruite dalla giurisprudenza europea con riferimento alle imprese di autoproduzione... (segue)

La territorialità dei tributi regionali e degli enti locali

Nella definizione dei profili di territorialità dei tributi regionali e degli enti locali confluiscono e si sovrappongono più elementi di complessità. Il primo, nonché quello ovviamente decisivo, è dato dalla necessità di stabilire...(segue)

Luci e ombre in tema di ottemperabilità della decisione resa su ricorso straordinario al Presidente della Repubblica

La valorizzazione in termini di effettività del principio di alternatività, che informa il rapporto tra il ricorso giurisdizionale e il ricorso straordinario, ha spinto fin da epoca risalente dottrina e giurisprudenza ad interrogarsi sull’ottemperabilità della decisione straordinaria... (segue)

Sull'improbabile assimilazione tra controlli interni agli ordinamenti regionali e provinciali e controlli esterni della Corte dei conti

La legge 5 maggio 2009, n. 42 (delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’art.119 della Costituzione), ha comportato l’obbligo di rivedere anche i rapporti finanziari tra lo Stato e le regioni ad autonomia differenziata, al fine di ridefinirne il concorso agli obiettivi di perequazione e di solidarietà...(segue)

  • Le proposte di riforma della par condicio dentro le prospettive della transizione

    Nelle settimane scorse Massimo Rubechi ha pubblicato un testo più che esaustivo sulla materia (nel volume curato da S. Calzolaio e B. Malaisi "Co.re.com.: nuove funzioni e ruolo istituzionale", Macerata, Eum, 2011). Ne riassumo qui in apertura le conclusioni principali, per poi concentrarmi sui criteri di valutazione e sulla connessione tra le prospettive di riforma e la possibile evoluzione della transizione. La legge 28/2000 (sotto il Governo D'Alema) nasce dopo una serie di decreti non convertiti, sin da quello 25/3/1995 n. 83 (sotto il Governo Dini, poco prima delle regionali 1995) e fino al 17/5/1996, n. 266 (subito dopo le elezioni politiche che videro la vittoria della coalizione dell'Ulivo)... (segue)
  • La riforma sanitaria negli Stati Uniti d'America: un modello federale di tutela della salute?

    Per lo studioso del diritto comparato – e non solo - gli Stati Uniti d'America rappresentano il modello per antonomasia di ordinamento federale; il sistema cui non si può fare a meno di guardare nel momento in cui ci si confronta con la tematica della ripartizione del potere tra i diversi livelli di governo. Quello della sanità è un tema sensibile, che rileva in ambito federale in quanto corollario alle forme di tutela del diritto alla salute che – pur non trovando riscontro esplicito nel dettato costituzionale statunitense - è riconosciuto come fondamentale in ambito centrale e – naturalmente – anche dagli Stati. Osservando l'evoluzione del sistema sanitario americano si riconoscono distintamente tre fasi, corrispondenti ad altrettante caratteristiche epoche storiche... (segue)
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