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Numero 8 - 16 aprile 2014 NORMATIVA [23]    GIURISPRUDENZA [46]    DOCUMENTAZIONE [20]

Riforme costituzionali e composizione del Senato: il ritorno alla rappresentanza territoriale

Il dibattito della prima parte dell’Assemblea Costituente, com’è noto purtroppo a pochi, si svolse con proposte suggestive che cercavano di integrare la rappresentanza politica propriamente detta (che si sarebbe espressa per intero alla Camera) con quelle degli interessi e dei territori che avrebbero dovuto trovare rilievo nel Senato. In particolare il progetto di Costituzione giunto in Aula itegrava due terzi di senatori elettivi con un terzo di eletti in secondo grado dai Consigli regionali e con il tentativo di ricondurre l’elettorato passivo ad una serie di categorie professionali e di competenze. Evidenti erano le difficoltà materiali a far passare un simile tipo di impostazioni: a differenza del processo costituente tedesco le Regioni non preesistevano ed era pertanto difficile proiettarne un ruolo nel nuovo Senato; l’idea di rappresentanza degli interessi in un organo parlamentare era comunque oggetto di sospetto per l’esperienza della Camera dei Fasci e delle Corporazioni del periodo autoritario. Tuttavia l’aspetto risolutivo per l’eliminazione di quelle soluzioni nel testo definitivo fu quello descritto nello scambio di battute tra Leopoldo Elia e Giuseppe Dossetti alle pagg. da 63 da 65 dell’intervista curata da Elia e Pietro Scoppola a Dossetti e Giuseppe Lazzati  e uscita poi postuma per Il Mulino. Alla pressione dei professori e di alcuni politici, specie di estrazione popolare, per un raccordo innovativo tra nuovo bicameralismo e regionalismo, che per alcuni era una vera e propria battaglia di principio (Elia ricorda che Mortati... (segue)

Glosse, scorrendo il testo della proposta Renzi

Superamento del bicameralismo paritario, con tutte le conseguenze sulla forma di governo e sulla forma di stato, e ripensamento profondo del Titolo V, così come modificato nel 2001, sono due parole d'ordine di quasi totale condivisione nel dibattito politico e istituzionale degli ultimi dieci anni. E in questa direzione si era mossa anche la... (segue)

Stato federale o Stato regionale nel Senato delle Autonomie?

Il numero di disegni di legge costituzionale che intendono riformare la seconda parte della Costituzione ed in particolare le norme che riguardano il bicameralismo e il titolo V sono molteplici. Accanto al disegno di legge del... (segue)

Non un Senato 'federale', ma un Senato 'federatore'

Per cogliere appieno il senso di un disegno di legge di riforma costituzionale come quello in commento, prima di analizzare il testo in senso stretto, ritengo siano da considerare - più di quanto solitamente avviene – due fattori... (segue)

Una riforma irragionevole?

Lo spirito del disegno di legge costituzionale, nella versione del 31 marzo 2014, appare fin dal suo complesso ed eterogeneo titolo: Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione... (segue)

Sulla riforma radicale del Senato

Il lato sicuramente positivo del disegno di legge costituzionale sta nella decisione di rivedere radicalmente l’attuale assetto del nostro bicameralismo apportando correttivi di sicuro impatto che dovrebbero avere una ricaduta positiva sulla governabilità del sistema... (segue)

Supplenza, verifica dei poteri, area vasta: tre caveat per migliorare la riforma Renzi

Se ci trovassimo al cospetto di un caso clinico, si potrebbe dire che, a fronte di un paziente con un quadro abbastanza complesso, i medici hanno deciso di procedere con un intervento chirurgico, pesante ma mirato, per... (segue)

Osservazioni a prima lettura sul ddl costituzionale Renzi-Boschi

Il testo del disegno di riforma della Costituzione approvato dal Governo nel consiglio dei ministri del 31 marzo 2014 intende introdurre elementi di forte semplificazione del sistema istituzionale mediante la revisione... (segue)

Un progetto squilibrato

Operare osservazioni su un progetto di revisione della Costituzione come quello presentato dal Governo (Senato: ddl cost. n.1429) senza tenere conto del contesto e dei piani istituzionali complessivi dell’innovazione risulta- a mio avviso- non soltanto astratto, ma scorretto... (segue)

Qualche breve considerazione sul disegno di riforma della Costituzione del Governo Renzi

Il 31 marzo scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge costituzionale recante “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento... (segue)

Questioni di principio per la riforma costituzionale

Come spesso capita in Italia, di fronte a un progetto di riforma costituzionale l'attenzione degli specialisti si sofferma sui dettagli, trascurando le questioni generali. A differenza delle proposte elaborate negli ultimi mesi... (segue)

Note a margine del ddl costituzionale deliberato dal CdM in data 31 marzo 2014

Il 2013 ha segnato il “giro di boa" per le riforme: è trascorso un trentennio dal primo tentativo di innovarela Carta costituzionale senza che sia stato possibile giungere al traguardo. I diversi “esperimenti” predisposti per... (segue)

Funzioni e funzionalità del Senato delle Autonomie

Le riflessioni che seguono si concentreranno sulla parte del disegno di legge costituzionale in questione riguardante la modifica del bicameralismo e, in particolare, la funzione e la funzionalità del Senato delle autonomie che... (segue)

Nel nuovo Senato delle Autonomie nasce il 'partito del Presidente'

Il Disegno di legge costituzionale approvato dal Governo in occasione del Consiglio dei Ministri del 31 marzo 2014 contiene proposte di revisione della Carta di portata tale da potersi definire epocali... (segue)

Note minime sulle città metropolitane nel d.d.l. Costituzionale as n. 1429 (Renzi- Boschi)

Ora che il d.d.l.Delrio AC n. 1542 è stato definitivamente approvato dal Parlamento (l. 7 aprile 2014, n. 56), è possibile prenderlo in considerazione come base normativa stabile insieme alla quale valutare i contenuti... (segue)

Senato delle autonomie: una composizione da rivedere (è possibile un Senato di dopolavoristi?)

Una prima considerazione relativa alla riforma costituzionale presentata dal Governo Renzi riguarda la procedura che si intende perseguire, ovvero la via maestra dell’art. 138 della Costituzione anziché la strada del procedimento... (segue)

Note minime a prima lettura del disegno Renzi di riforma costituzionale

Il pur lungo ed analitico titolo che porta il disegno di legge approvato a fine marzo dal Governo Renzi non rispecchia in tutto fedelmente né esaurisce gli oggetti della revisione costituzionale ora messa in cantiere. La prima notazione di ordine generale con la quale vorrei dar inizio... (segue)

Il progetto di riforma costituzionale del Governo Renzi: qualche osservazione preliminare

Il progetto di revisione della Costituzione che il Governo Renzi sta presentando alle Camere in questi giorni, impone qualche riflessione preliminare, dopo che, a una settimana dall’approvazione da parte del Consiglio dei... (segue)

Alcuni ragionevoli motivi per prendere sul serio la proposta di riforma del bicameralismo

Il superamento del bicameralismo simmetrico o eguale (certo non perfetto) italiano è una necessità della quale v’è da tempo diffusa consapevolezza nella cultura giuridica e istituzionale, consapevolezza che si è... (segue)

L'organizzazione amministrativa delle nuove autorità d'ambito tra principio di sussidiarietà verticale, ruolo delle regioni e vincoli referendari

Oggetto dell’articolo è il profilo strutturale e funzionale della nuova “organizzazione amministrativa” che, sulla base dei... (segue)

Città metropolitane. Area, procedure, organizzazione del potere, distribuzione delle funzioni

Dopo più di vent’anni, dopo una lunga fase di inattuazione di normative prima solo ordinarie poi anche di rango costituzionale che non possono essere in questa sede oggetto di trattazione, il 3 aprile 2014, la Camera, in terza lettura, ha definitivamente approvato il d.d.l... (segue)

  • La riforma costituzionale Renzi-Boschi al via

    Martedì 15 aprile la Commissione Affari costituzionali del Senato ha avviato l'esame del ddl costituzionale A.S. n.1429 recante Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte seconda della CostituzioneE' partito dunque ufficialmente l'iter di riforma costituzionale ex art. 138 Cost. Per fornire uno strumento di studio e di lavoro, federalismi ha raccolto i pareri e le riflessioni di un nutrito gruppo di costituzionalisti di vario orientamento politico e culturale, come è nella tradizione della Rivista.
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