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NUMERO 10 - 22/05/2019

 La transizione istituzionale della Lettonia nella tornata elettorale europea del 2019

Come noto, la Lettonia è una delle tre Repubbliche baltiche, insieme alla Lituania e all’Estonia, che si affacciano sulla costa orientale del Mar Baltico. Essa ha attraversato un travagliato periodo di transizione economica e politica, otre che istituzionale, culminata con il conseguimento, il 21 agosto 1991, della indipendenza dall’URSS. La Repubblica di Lettonia ha così avviato un graduale processo di integrazione nel panorama politico-istituzionale occidentale ed europeo: nel 1999, lo Stato ha aderito alla Wto; nel 2004 all’Alleanza atlantica; dopo più di dieci anni dalla citata indipendenza, il 1° maggio del 2004, la Lettonia ha fatto ingresso nell’Unione europea, mentre il 1° gennaio del 2014 nella zona euro. Il 2 giugno del 2015, infine, il Primo ministro ha sottoscritto l’accordo di adesione della Lettonia all’Ocse. Dal punto di vista istituzionale, la Repubblica di Lettonia (Latvijas Republika) è una democrazia parlamentare, basata su una struttura monocamerale, divenuta a pieno titolo Stato membro dell’Unione. L’attuale assetto della Lettonia è disciplinato dalla Costituzione del 1992: variamente emendata, essa dedica i primi quattro articoli alla qualificazione della forma di Stato, quale «Repubblica democratica ed indipendente», alla sovranità popolare, al territorio e a lingua e bandiera; 84 articoli all’ordinamento dello Stato; e gli ultimi 27 articoli ai «diritti umani fondamentali». L’organizzazione istituzionale della Repubblica è recata negli articoli 5-27 della Costituzione: in particolare, essi disciplinano la Saeima, la Camera parlamentare, composta da 100 rappresentanti. La legislatura dura quattro anni. Il Parlamento, a maggioranza semplice e a scrutinio segreto, elegge il Presidente della Repubblica, che dura in carica quattro anni, e il cui mandato è rinnovabile una volta soltanto… (segue)



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