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NUMERO 25 - 09/09/2020

 SI/NO, una scelta politica impegnativa ma di grande semplicità: si sceglie da cittadini, non da costituzionalisti

Ringrazio federalismi.it per aver chiesto la mia opinione sul referendum ex art. 138.3 Cost. che si terrà il 20 e 21 settembre 2020. Si capisce che una “rivista di diritto pubblico italiano comparato ed europeo” si rivolga ad accademici: ma vorrei precisare che il mio è il contributo di un cittadino, prima e sopra tutto. La conoscenza può aiutare a capire i termini delle questioni sottoposte al voto popolare, specie quando sono complesse, ma in questo caso sarebbe improprio attribuire alle indicazioni della studiosa o dello studioso una qualsiasi aura di scientificità e un surplus di attendibilità. Non è la dottrina, in casi come questi, a determinare se si è favorevoli o contrari: sulla riduzione dei parlamentari meno che mai. Perciò, i costituzionalisti come tali nulla di meno e nulla di più hanno da dire rispetto a qualsiasi altro degli oltre cinquanta milioni di elettori. Siamo di fronte a una modifica costituzionale che più limitata, puntuale e chirurgica non si può. Tanto è vero che alcuni oppositori della riduzione affermano di opporsi perché questa non si inserisce nel quadro più ampio di una rivisitazione o abolizione del bicameralismo. Tanto è vero che alcuni dei fautori della riduzione ritengono necessario, altri utile, accompagnare la riduzione ad alcuni pur limitati ulteriori interventi puntuali sul testo costituzionale: l’introduzione del suffragio universale al Senato (art. 58 Cost.), la facoltà di identificare circoscrizioni elettorali ultraregionali sempre ai fini dell’elezione del Senato (art. 57.1 Cost.), la riduzione nella stessa misura dei parlamentari, dunque da 3 a 2 per regione, salva la Valle d’Aosta dei 58 delegati regionali che partecipano all’elezione del presidente della Repubblica (art. 83.2 Cost.)… (segue)



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