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NUMERO 15 - 24/07/2013

 Autorizzazione integrata ambientale e tutela “sistemica” nella vicenda dell’Ilva di Taranto

La vicenda che ha interessato lo stabilimento siderurgico dell’Ilva di Taranto, oggetto di “salvataggio pubblico di ultima istanza” per effetto dell’intervento pubblico operato mediante d.l. 3 dicembre 2012, n. 207 (cd. decreto “salva Ilva”), presenta tutti i caratteri tipici dell’estrema complessità. Questo perché essa si pone al crocevia tra una serie di problematiche che vanno ben oltre la contingenza del caso concreto, investendo questioni di carattere più generale quali, ad esempio, quella della “interferenza” tra potere legislativo e potere giudiziario, del rapporto tra provvedimenti dotati di qualificazione ed efficacia giuridica diversa, ed infine della speciale natura giuridica della cd. autorizzazione integrata ambientale (AIA). Il recente intervento della Corte costituzionale, chiamata a pronunciarsi in merito ad alcune disposizioni contenute nel decreto “salva Ilva”, ha dato ulteriore risalto alla vicenda, ponendo in primo piano la questione del difficile e, come è stato detto, talora “drammatico”, bilanciamento tra i molteplici valori ed interessi di rango costituzionale “in gioco”. E, nel far ciò, ha di fatto contribuito a delineare in modo ancor più marcato il carattere “antagonista” tipico dell’interesse ambientale, sempre più caratterizzato dalla tendenza a “precludere la massimizzazione della soddisfazione degli interessi sui quali viene ad incidere”... (segue)



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