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NUMERO 20 - 30/10/2019

 Ancora nel merito del regionalismo differenziato: le nuove bozze di intesa

Ponendomi idealmente in linea di continuità con un lavoro di precedente pubblicazione, nel presente scritto prenderò in esame le nuove bozze di intesa, datate 15 maggio 2019, relative alle «ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia» su cui le Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto stanno trattando con il governo nell’ambito del processo di attuazione dell’art. 116, co. 3, Cost. Il fine che mi propongo è quello di aggiornare, rispetto all’articolo precedente, il quadro delle competenze di cui ciascuna Regione si ritroverebbe titolare, di porle in reciproco confronto e di ricavarne indicazioni sull’andamento della trattativa intercorsa tra le prime bozze di cui si era avuta contezza (risalenti al febbraio del 2019) e le bozze attuali. Com’è agevole intuire, valgono anche per questo scritto le cautele già formulate per il precedente: la riservatezza della trattativa e la circolazione informale della documentazione non consentono certezze in ordine all’aggiornamento delle considerazioni che verranno avanzate. Ciononostante, trattandosi degli unici materiali disponibili, ed essendo l’argomento di sicuro rilievo costituzionale, la scelta di aggiornare il lavoro precedentemente svolto sembra comunque trovare giustificazione. Quanto, poi, all’attualità politica, se è vero che, rispetto alla stesura dell’articolo precedente, il partito più favorevole all’autonomia differenziata è nel frattempo passato dalla maggioranza all’opposizione parlamentare, è altresì vero che la sua forza politica sembra, per il momento, mantenersi solida al punto da non potersi escludere un suo futuro ritorno, da protagonista, tra le forze di governo… (segue)



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