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NUMERO 16 - 06/08/2008

 E-Government

I contributi pubblicati nel focus dedicato all’e-government sono stati elaborati nell’ambito di un progetto di ricerca nazionale (PRIN 2005, “Egovernment, democrazia, libertà, servizi ai cittadini e alle imprese, decentramento territoriale in Italia e in Europa”, coordinatore nazionale Beniamino Caravita) che si proponeva di monitorare l’evoluzione legislativa, giurisprudenziale e dottrinale delle politiche di egovernment nel quadro delle trasformazioni indotte, da un lato, dalle politiche europee per il consolidamento di una società fondata sulla conoscenza e, dall’altro, dalla riallocazione delle responsabilità politiche e amministrative nella repubblica delle autonomie ridisegnata dalla revisione costituzionale del 2001.

Consapevoli della necessità di monitorare la capacità delle istituzioni democratiche di utilizzare gli strumenti di conoscenza e di partecipazione messi a disposizione dal sempre più rapido sviluppo delle nuove tecnologie, i ricercatori hanno approfondito in particolare:

1) Le prospettive di partecipazione nell’ottica della cd. e-democracy (unità locale coordinata da B. Caravita, Università “La Sapienza” di Roma);

2) La riorganizzazione dei servizi on line nel quadro della riorganizzazione della pubblica amministrazione che si propone di migliorare il rapporto con i cittadini-utenti e con le imprese (unità locale coordinata da L. Cassetti, Università di Perugia);

3) La riorganizzazione del rapporto tra amministrazione e adempimento dei doveri di contribuzione (e-taxation) (unità locale coordinata da R. Schiavolin, Università di Padova);

4) La riorganizzazione dell’amministrazione e dei servizi nel rispetto della privacy (unità locale coordinata da P. Costanzo, Università di Genova);

5) La problematica dell’accesso alle nuove tecnologie della comunicazione nella prospettiva della progressiva eliminazione delle barriere che precludono l’effettività dell’eguaglianza digitale (unità locale coordinata da E. De Marco, Università di Milano).

Dai profili di ricerca ad oggi sviluppati emerge la centralità delle questioni problematiche relative all’impegno economico e finanziario dello Stato e delle regioni, nell’ambito delle rispettive competenze così come ridefinite dalla l. cost. n. 3 del 2001, nella direzione della rimozione degli ostacoli che si frappongono alla libera e consapevole fruizione ed utilizzazione degli strumenti di conoscenza messi a disposizione dalla rete e dall’evoluzione delle altre forme di comunicazione (v. i contributi di E. De Marco,A. Papa, F. G. Pizzetti, D. Galliani). Rispetto all’obiettivo della progressiva realizzazione di condizioni di non discriminazione nella fase di accesso alle nuove tecnologie, è solo indispensabile realizzare le opportune condizioni materiali e tecnologiche per le categorie di soggetti “deboli” ed occorre altresì pensare a quelle fasce di popolazione che per ragioni anagrafiche non sono più inquadrabili nelle politiche per l’istruzione e per la formazione professionale. Sotto questo profilo, la diffusione dell’e-learning, che l’Unione europea promuove come politica trasversale indispensabile al fine di realizzare una società basata sulla conoscenza (L. Cassetti), potrebbe fornire una direttiva prioritaria per guidare l’intervento del legislatore statale e per le iniziative realizzabili in ambito regionale al fine di incrementare l’efficacia dell’educazione all’informazione ed all’acquisizione di una cultura mediata dalle nuove tecnologie.

La costruzione di nuovi rapporti sociali fondati sulla conoscenza che passa attraverso Internet e le altre forme di comunicazione implica il pieno raggiungimento di tutta una serie di obiettivi di inclusione socio-culturale, delineati dal legislatore (l. n. 4 del 2004) e ribaditi dalla giurisprudenza costituzionale (la promozione della conoscenza mediata dalle nuove tecnologie come valore riconducibile alla promozione della cultura di cui all’art. 9 Cost.), in grado di fornire una solida base alle politiche di riorganizzazione dell’apparato amministrativo avviate nell’ottica di migliorare il rapporto con i cittadini e con le imprese, sia nella fase del godimento dei diritti connessi allo status di cittadino, sia nella fase dell’adempimento di taluni doveri.

La riorganizzazione della pubblica amministrazione (centrale e locale) che passa attraverso la comunicazione mediata da Internet (P. Costanzo), la tecnologia che assiste l’identificazione on line della persona (L. Trucco) il coinvolgimento delle autorità preposte alla garanzia della privacy (S. Lombardo) rappresentano altrettanti passaggi essenziali per verificare l’impatto della progressiva realizzazione delle politiche di e-government che sono destinate a creare nuovi equilibri nel rapporto autorità-libertà (C. Fatta, F. Bailo, E. Bassoli, E. Albanesi e P. Cappello) e nuove responsabilità in capo alla pubblica amministrazione che dovrà farsi carico di rendere effettivo il diritto all’uso delle nuove tecnologie (F. Camilletti).

Nella difficile e lenta costruzione di questi nuovi equilibri si inserisce il dato relativo alla oggettiva difficoltà e lentezza del processo di realizzazione di servizi effettivamente fruibili on line da parte dei cittadini (ovverosia di procedure informatizzate che comprendano oltre alla comunicazione e documentazione iniziale la possibilità di concludere la transazione direttamente on line). Nei settori dell’amministrazione in cui si è invece registrato un maggiore attivismo (amministrazione finanziaria) è opportuno monitorare con attenzione i riflessi sui diritti del contribuente delle procedure che consentono l’aggiornamento delle informazioni e l’adempimento degli obblighi fiscali mediante gli strumenti telematici (M. Trivellin).

Per quanto riguarda poi il rapporto con le imprese, i ricercatori hanno analizzato l’impatto e le difficoltà operative delle procedure di e-government sul versante della realizzazione dello Sportello unico per le attività produttive e su quello della regolazione dell’e-procurement pubblico (S. Ricci e U. Minneci).

La realizzazione di una pagina web dedicata alla ricerca (www.federalismi.it/egov) consentirà l’aggiornamento continuo delle informazioni relative allo stato di attuazione della legislazione, all’evoluzione della giurisprudenza e dei progetti per la realizzazione in ambito regionale e locale di una rete di servizi fruibili on line. In tal modo i ricercatori potranno contribuire alla diffusione ed alla circolazione di informazioni, di riflessioni teoriche e di spunti ricostruttivi al fine di evidenziare la capacità delle strategie di e-government di contribuire alla progressiva modernizzazione dei meccanismi decisionali e partecipativi della nostra democrazia.

Su questi temi, i ricercatori che hanno partecipato alla ricerca continueranno ad essere impegnati (anche attraverso una ricerca che vedrà la collaborazione dell’Osservatorio sui processi di governo e il federalismo, che ha cofinanziato la ricerca PRIN, e della Scuola Superiore Pubblica Amministrazione Locale), nel tentativo di coniugare il rigore dell’analisi scientifica all’individuazione di soluzioni operative praticabili per il miglior funzionamento delle amministrazioni centrali, regionali e locali, avendo di mira l’obiettivo di rendere servizi sempre migliori ai cittadini.

 



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