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NUMERO 14 - 09/07/2008

 Il 'lodo Maccanico': le ragioni per una legge costituzionale

Il dibattito di questi giorni che impegna giuristi e politici in merito all'opportunità di introdurre nell'ordinamento un sistema che valga a sospendere i processi nei confronti delle supreme cariche dello Stato riguarda, essenzialmente, il modo, ossia l'individuazione della procedura per giungere alla approvazione della proposta Maccanico. 
Non si discute, infatti, sull'esigenza di prevedere all'interno del nostro Stato una norma che consenta di "congelare" i giudizi, al fine di evitare gravi ripercussioni sul prestigio degli organi costituzionali, durante lo svolgimento del loro mandato. In tal modo verrebbe tutelato l'interesse generale ad assicurare la continuità ed il regolare svolgimento dell'ufficio, a prescindere dalle vicende di chi, in un determinato momento ricopre la relativa carica. Del resto, in altri Paesi Europei (come in Francia ed in Spagna) la regola della improcedibilità dell'azione penale è stata prevista proprio quale rimedio idoneo a salvaguardare l'autorevolezza e l'immagine degli organi costituzionali, in quanto strumento ritenuto compatibile con i principi di democrazia e di uguaglianza dinanzi alla legge. Invero, l'interruzione dei termini di prescrizione del fatto criminoso si pone a presidio dell'azione della magistratura, una volta concluso il mandato. D'altra parte, la sospensione del procedimento penale finisce per costituire un baluardo a tutela dell'indipendenza della funzione giudiziaria, rafforzandone la credibilità proprio in conseguenza della preclusione imposta per legge di agire nei confronti di personalità politiche durante l'esplicazione di funzioni pubbliche rilevanti.

(segue)



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