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NUMERO 13 - 29/06/2011

 La disapplicazione normativa: nuovo criterio di risoluzione delle antinomie o “figura limite” nella teoria delle fonti?

 
Le dinamiche relazionali involgenti il sistema delle fonti del diritto mostrano come ormai sempre più frequente sia il ricorso alla tecnica che contraddistingue la figura della disapplicazione. Da quell'unica ipotesi normativamente descritta dall'ordinamento – ovverosia la disapplicazione di regolamenti ed atti amministrativi da parte del Giudice ordinario secondo quanto previsto dall'art. 5 della l.a.c. – sino alle ipotesi di origine giurisprudenziale e, ancora, a quelle desumibili da talune pratiche interpretative, si assiste oggi alla proliferazione di casi che, pur non espressamente ricondotti alla figura oggetto del presente approfondimento, in concreto ne riproducono le caratteristiche salienti. Sembra dunque anzitutto opportuno – già per quanto osservato – descrivere la disapplicazione non nei termini di un istituto giuridico, come tale organicamente disciplinato dall'ordinamento, quanto piuttosto nei più ampi termini di una figura giuridica, nata in corrispondenza di fenomenologie piuttosto variegate, osservata con giustificato “sospetto” da parte del Giudice delle leggi e – al di là di una meccanica funzionale generalmente ricorrente su un piano empirico - caratterizzata da tratti per vari aspetti “proteiformi”.... (segue)



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