Nella sottovalutazione della stampa quotidiana, che ha dedicato alla notizia richiami in prima pagina, ma di taglio medio o basso, lunedì 11 gennaio 2016 la Camera dei deputati ha approvato in prima deliberazione la proposta di riforma costituzionale introdotta con un ddl approvato dal Consiglio dei ministri il 31 marzo 2014 e presentato al Senato, a firma del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per le riforme istituzionali, l’8 aprile 2014. Il testo è stato approvato a seguito di due passaggi in ognuna delle due Camere; rispetto al testo originario numerose e importanti sono state le modifiche, frutto di un significativo lavoro parlamentare (con importanti contributi dei senatori Finocchiaro e Calderoli, che, finché è stato in piedi il c.d. “patto del Nazareno” hanno svolto insieme il rilevante ruolo di relatori nella Commissione Affari costituzionali del Senato); sono stati presentati e votati un considerevole numero di emendamenti, anche se troppo spesso ciò è avvenuto a fini e con modalità meramente ostruzionistici; ampio è stato sia il dibattito politico e parlamentare, sia quello costituzionalistico (v. comunque in questa Rivista l'Osservatorio parlamentare sulle riforme costituzionali, curato da F. Fabrizzi e G. Piccirilli)... (segue)
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