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NUMERO 15 - 31/07/2019

Il ruolo delle Corti nella costruzione dell'ordinamento europeo

Partiamo da un interrogativo di ampio respiro: qual è il ruolo del diritto nella costruzione dell’ordinamento europeo? Quesito che, dal nostro più ristretto angolo di osservazione può declinarsi nei seguenti termini: possono le Corti di giustizia svolgere un ruolo significativo nel processo di integrazione europea? Le Corti rispondono a una domanda di giustizia e offrono tutele. E allora la domanda può essere posta in maniera più netta, quasi provocatoria, nei seguenti termini: l’unione di tutele può (contribuire a) condurre all’unione dei popoli? Il tema del concorso dei giudici al processo di integrazione europea può apparire minore, se non velleitario, in questi tempi in cui l’Europa è attraversata da forze che tendono a disgregarla. In realtà, proprio in un momento di crisi delle istituzioni rappresentative europee e, più in generale, della politica, accade – secondo un processo simile a ciò che avviene negli ordinamenti nazionali - che le Corti assumano una rilevanza centrale nel sistema delle tutele e, conseguentemente, nell’essere vicine e necessarie ai cittadini che beneficiano di quelle tutele o vi aspirano e, per questa via, diventino cruciali nel processo di integrazione europea. Del resto è stata sottolineata da più parti l’importanza, oltre che delle Assemblee legislative, dei giuristi, e in particolare dell’Accademia e delle Corti, cui aggiungerei il Foro, nella costruzione “di quello che sarà il diritto europeo nel XXI secolo” e, quindi, nel processo di integrazione giuridica europea.   Muovendo dal piano dei diritti, le Corti finiscono per creare un patrimonio di valori e di princìpi che, nella misura in cui siano condivisi, fungono da collante tra le istituzioni e tra queste e i popoli europei allo scopo di creare un popolo d’Europa garantito da un grado omogeneo di tutele e assistito da una cittadinanza europea declinata in concreto; non quindi (solo) sul piano delle costituzioni, quanto piuttosto sul piano dei diritti in concreto, dei “diritti in azione”, cioè della concreta regolamentazione dei rapporti tra persone –individui, imprese, collettività- e poteri pubblici, nazionali ed europei: cioè sul piano di quella che definiremmo la democrazia amministrativa… (segue)



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