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NUMERO 3 - 27/01/2021

La Corte costituzionale tra riaccentramento e riequilibrio del sistema

Il ricco dibattito che si è svolto sull’attuale ruolo della Corte Costituzionale ha in primo luogo portato gli intervenuti a convergere sul significato da riconoscersi alla attualità del processo di “riaccentramento” in corso. A prescindere dalle opinioni intese a chiarirne il concetto, occorre concentrarsi sulla realtà dinamica dei processi di aggiornamento del proprio ruolo effettivamente seguiti dalla Corte. Iniziamo quindi col prendere atto di come da alcuni anni la Corte italiana abbia avviato un processo equilibrato di riposizionamento in seno al sistema costituzionale, comportante “una rinnovata ricerca di centralità” da intendersi come affermazione di una forte posizione di raccordo, e certo non di “esclusività”, nella garanzia giurisdizionale della Costituzione – specie a fronte dello sviluppo del ruolo tanto dei giudici comuni nazionali, e in particolare delle supreme magistrature, quanto delle due corti europee di Strasburgo e di Lussemburgo, su terreni almeno in parte sovrapponibili a quelli che rientrano nella giurisdizione della Corte. La intervenuta dilatazione di queste molteplici istanze di garanzia dei diritti ha condotto alla esigenza di riaffermazione del proprio ruolo quale garante dei valori affermati nel patto costituzionale originario, cui si è aggiunto in modo sempre più forte quello di garanzia dei diritti fondamentali – affermati a ogni livello, nazionale ed europeo – assunti come fine ultimo. E ciò è avvenuto in “naturale” tensione con le sedi dell’indirizzo politico... (segue)



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