La Repubblica italiana è “una e indivisibile”, così come dispone l’art. 5 della Costituzione? La domanda sarebbe meramente retorica se il nostro Paese vivesse normalmente la sua identità storico-politica, se cioè non fosse ancora necessario ricorrere alla presenza del dato prescrittivo di una disposizione costituzionale per ricordare ciò che dovrebbe essere da tutti riconosciuto. Ma che il connotato deontologico del dettato costituzionale stenti ancora a coincidere con il profilo assiologico dell’identità nazionale e repubblicana avvertita dall’intera collettività, è testimoniato dal fatto che la questione della morte – o sulla crisi, secondo altri - della Patria non è rimasta confinata nelle discussioni sviluppatesi tra i politologi e gli studiosi di storia contemporanea, ma appare capace di porsi assai facilmente al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica. E se la cartina di tornasole di una problematica così seria per l’intero ordinamento non può essere certo rappresentata dall’accendersi di qualche estemporaneo dibattito estivo, altri e ben più rilevanti eventi non possono essere trascurati. In particolare, come noto, la preparazione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, piuttosto che mirare a rendere evidente un dato storico oggettivamente incontestabile, e dunque consolidarlo nella memoria della collettività, ha invece determinato l’insorgere di polemiche di innegabile impatto istituzionale, soprattutto a seguito... (segue)
Debbo subito sottolineare, in premessa, che mi pare indispensabile affrontare in modo esplicito e, per così dire, controcorrente la questione del ruolo e delle prospettive istituzionali della provincia, a fronte di una serie di prese di posizione e di iniziative legislative che vorrebbero mettere in discussione l’opportunità di mantenere in vita questo ente territoriale... (segue)
Prendendo spunto dalla precedente indagine conoscitiva, che si è tenuta circa un mese fa a proposito di un'ipotesi di modifica all'articolo 132, vorrei offrire una breve definizione metodologica rispetto al tipo di lavoro che credo stia impostando il legislatore costituzionale: l'ipotesi di una riforma del Titolo V realizzata per pezzi, verificando cioè, in primo luogo, la possibilità di modificare l'articolo 132 e poi quella di espellere dal testo costituzionale tutti i riferimenti letterali alle province. Mi chiedo se non sia piuttosto il caso di sviluppare un ragionamento complessivo sul Titolo V, vale a dire se la metodologia di un'operazione di manutenzione stop and go sia favorevole ...(segue)
L’assistenza sanitaria pubblica negli Stati Uniti d’America - limitatamente agli anziani e ai disabili, nonché ai poveri - è da considerarsi di recente concepimento, specie se rapportata agli omologhi... (segue)
+ Discorso del Presidente Obama sulla riforma della sanità tenuto davanti al Congresso Usa - 9 settembre 2009