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NUMERO 13 - 20/06/2018

 Elogio della mediazione. Statuti dei gruppi parlamentari e libertà di mandato politico nelle democrazie rappresentative. Brevi annotazioni

L’onorevole Riccardo Magi, segretario dei Radicali italiani e deputato al Parlamento per la XVIII Legislatura, eletto nella lista +Europa, ha indetto per il giorno 16 maggio 2018 alla Camera dei Deputati una tavola rotonda tra costituzionalisti sul tema Gli statuti dei gruppi parlamentari alla luce dell’art. 67 della Costituzione. L’iniziativa era nata a seguito di una lettera indirizzata il 9 aprile dallo stesso al Presidente della Camera, onorevole Roberto Fico, il cui oggetto era l’invito a verificare se lo statuto del gruppo della Camera del Movimento Cinque Stelle – cioè dello stesso entro le cyui fila è stato eletto – integri o meno una violazione della Carta Costituzionale, nella parte in cui prevede (art. 21, comma 5) che «Il deputato che abbandona il gruppo parlamentare a causa di espulsione ovvero abbandono volontario ovvero dimissioni determinate da dissenso politico sarà obbligato a pagare, a titolo di penale, al MoVimento Cinque Stelle, entro dieci giorni dalla data di accadimento di uno dei fatti sopra indicati, la somma di Euro 100.000, 00». Detta disposizione riproduce l’art. 5 del Codice etico del movimento, a  tenore del quale, tra l’altro, «Ciascun parlamentare italiano, europeo e Consigliere Regionale eletto all’esito di una competizione elettorale nella quale si sia presentato sotto il simbolo del MoVimento 5 Stelle si obbliga … ad erogare un contributo economico destinato al mantenimento delle piattaforme tecnologiche che supportano l’attività dei gruppi e dei singoli parlamentari e consiglieri e del finanziamento del cd. ‘Scudo della Rete’ (ovvero il fondo per gli oneri necessari per la tutela legale) da determinarsi con Regolamento del Comitato di Garanzia emanato ai sensi dell’art. 9 comma b) dello Statuto, prima di ciascuna consultazione elettorale (comma 3°); Ciascun parlamentare italiano, europeo e  Consigliere Regionale eletto all’esito di una competizione elettorale nella quale si sia presentato sotto il simbolo del MoVimento 5 Stelle si obbliga a rinunciare ad ogni trattamento pensionistico privilegiato e all’assegno di fine mandato, a doppie indennità e a doppi rimborsi (Comma 4°); In considerazione del fatto che, ad eccezione del contributo di cui al terzo comma del presente articolo, gli oneri per l’attività politica e le campagne elettorali sono integralmente a carico del MoVimento 5 Stelle ciascun parlamentare, in caso di  espulsione dal gruppo parlamentare del MoVimento 5 Stelle e/o dal MoVimento 5 Stelle, abbandono del gruppo parlamentare del MoVimento 5 Stelle e/o iscrizione ad altro gruppo parlamentare, dimissioni anticipate dalla carica non determinate da gravi ragioni personali e/o di salute, ma da motivi di dissenso politico, sarà obbligato a pagare al MoVimento 5 Stelle, entro dieci giorni dalla data di accadimento di uno degli eventi sopra indicati, a titolo di penale, la somma di € 100.000,00 quale indennizzo per gli oneri sopra indicati per l’elezione del parlamentare stesso» (comma 5°)». Per completezza di informazione, va qui ricordata anche la vicenda giudiziaria che aveva opposto in precedenza a questo movimento politico l’avvocato Venerando Morello, il quale aveva chiesto con un ricorso ex art. 702 cpc. che venisse dichiarata ineleggibile a sindaco di Roma l’avvocato Virginia Raggi, per avere anche lei (come del resto i candidati della lista  al consiglio comunale) sottoscritto con la società Casaleggio e Associati, in vista delle elezioni amministrative della capitale in cui era appunto candidata alla carica, alla quale  era riuscita effettivamente eletta nel tiuno di ballottaggio, uno stringente “contratto”, che ne vincolava pesantemente anche l’esercizio delle prerogative istituzionali... (segue) 



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