Abstract [It]: Il presente contributo costituisce un commento al capitolo danese del Rule of Law Report 2020 redatto dalla Commissione nell’ambito del “Meccanismo europeo per lo Stato di diritto”. Il fine a cui si ambisce è gettar luce sui difetti di tale nuovo strumento preventivo messo a punto nel corso del 2019 allo scopo di promuovere lo Stato di diritto all’interno dell’Unione europea ed evitare che a livello domestico possano insorgere o aggravarsi eventuali problematiche in questo settore. Con riferimento al caso di specie, si intende dimostrare che le carenze maggiori emergono dalla mancata considerazione dei temi dell’immigrazione e del diritto d’asilo, in relazione ai quali in Danimarca si è registrata da tempo una significativa e tutt’altro che commendevole stretta.
Abstract [En]: The paper examines the Danish chapter of the Rule of Law Report 2020 compiled by the European Commission as part of the Rule of Law Mechanism. The goal of the work is to shed light on the defects of this new preventive tool developed in 2019 with the aim to promote the Rule of Law in the European Union as well as to prevent the occurrence or the exacerbation of problematic issues in this area at domestic level. In the present case, it intends to demonstrate that the greatest shortcomings emerge from the failure to take account the topics related to immigration and right to asylum, in relation to which many deplorable measures have been enacted in Denmark in the last years.
Parole-chiave: Rule of Law Mechanism; Commissione europea; Danimarca; Stato di diritto; diritto d’asilo
Key-words: Rule of Law Mechanism; European Commission; Denmark; Rule of Law; right to asylum
Sommario: 1. Introduzione. La Danimarca e i problemi di messa a fuoco del Meccanismo europeo per lo Stato di diritto. 2. Quello che c’è nel capitolo danese del Rule of Law Report 2020: un quadro verosimile, ma incompleto. 3. (segue) … e quello che – purtroppo – manca: gli omissis relativi al trattamento riservato ai migranti e ai richiedenti asilo. 4. Conclusioni. Il curioso (e preoccupante) asse Copenaghen-Budapest.
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