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FOCUS - Osservatorio Trasparenza

 Ufficio elettorale centrale nazionale, Sentenza n. 2722/2022, Spiegamento forze militari nella zona rossa: legittimo negare l’accesso se la conoscenza del singolo atto implica ostensione di una più ampia strategia di contrasto al crimine e di tutela della sicure

Ministero dell’Interno (Avvocatura Generale dello Stato) c. sig. Manuela D’Alessandro (M. Straini) per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sede di Roma (Sezione Prima), n. 6583/2021, resa tra le parti, concernente l’accesso agli atti inerenti l' impiego ed il ritiro dei militari nelle zone dei Comuni di Nembro e di Alzano Lombardo, nel periodo 5-8 marzo 2020.

Accesso civico generalizzato – Dispiegamento militari – Zona rossa – Covid-19 – Diniego – Inerenza dell’atto alla programmazione militare strategica – Diniego – Legittimo

Accesso civico generalizzato – Dispiegamento militari – Contrasto al crimine e tutela della sicurezza pubblica  Esclusione

L’istante, una giornalista, chiedeva al Ministero dell’Interno di poter accedere agli atti inerenti l'impiego ed il ritiro dei militari avvenuto, nel periodo 5-8 marzo 2020, nell’area territoriale dei Comuni di Nembro e di Alzano Lombardo, costituita come “zona rossa” per far fronte all’esigenza di contenere la propagazione del Covid-19. La richiesta veniva negata dal Ministero dell’Interno.

In primo grado il diniego, motivato dall’amministrazione con il richiamo alla pendenza, sulla specifica questione, di un procedimento penale, veniva ritenuto illegittimo dal TAR Lazio che non riteneva la valutazione degli interessi a rischio di pregiudizio adeguatamente resa da parte dell’amministrazione.

Il Consiglio di Stato, nella sentenza in commento, accoglie l’appello del Ministero dell’Interno riformando così la sentenza di accoglimento di primo grado. La prospettiva da cui muove, arricchita dagli ulteriori mezzi di prova acquisiti, ribalta le considerazioni (e le relative conclusioni) poste a base della pronuncia di primo grado circa il fatto che l’operazione di dispiegamento delle forze militari nell’area topografica qui di interesse rivelerebbe un carattere del tutto circoscritto dal punto di vista territoriale e temporale e, dunque, non inquadrabile in una più ampia strategia di contrasto al crimine e di tutela della sicurezza pubblica.

Al contrario, l’elemento strategico emerge dalla segnalata trama di implicanze e connessioni che avvincono la singola operazione ad una più generale rete di interventi di lungo periodo, dispiegati sull’intero territorio nazionale e convergenti su plurimi obiettivi, alcuni dei quali direttamente afferenti ad obiettivi altamente sensibili. La procedura di assegnazione è tale per cui l’ultimo atto specifico non può quindi essere reso noto senza disvelare gli atti propedeutici, afferenti alla programmazione e alla pianificazione dei plurimi impieghi innanzi segnalati; da qui il concreto rischio che il singolo atto possa rendere note generali e più estese strategie di difesa dello Stato.

Del resto, il giudizio sull'accesso è un giudizio sulla spettanza della pretesa e quindi il giudice può negare l'ostensione dei documenti anche per ragioni diverse da quelle esposte nel provvedimento di diniego, come nel caso di specie, purché enucleate in corso di giudizio e, quindi, rinvenibili nei fatti dedotti in giudizio e nelle difese delle parti.

 

Veronica Varone



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