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FOCUS - Osservatorio di Diritto sanitario

 Il trattamento dei dati relativi alla salute e la dignità della persona. La nota del Garante per la protezione dei dati personali

Garante per la protezione dei dati personali, nota del 27 gennaio 2023

Pres. Pasquale Stanzione

 

Protezione dei dati personali – Trattamento di dati personali in ambito sanitario – Dati sanitari – Diritto alla salute – Prestazioni sanitarie – Emergenza – Bilanciamento.

Documentazione - Protezione dei dati personali – Trattamento di dati personali in ambito sanitario – Dati sanitari – Valori e diritti fondamentali – Vulnerabilità – Dignità.

 

Con nota del 27 gennaio 2023, diffusa a tutte le Regioni e Province autonome, il Garante per la protezione dei dati personali ha ribadito l’importanza delle garanzie contenute nel reg. UE n. 679 del 2016 e nel Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196), per quanto riguarda il trattamento dei dati personali in ambito sanitario.

Nel dettaglio, il Presidente dell’Autorità garante, Prof. Pasquale Stanzione, ha evidenziato il legame fra la protezione dei dati personali e la tutela della dignità umana, sottolineando come ciò specialmente valga nel contesto sanitario, in cui vanno garantiti i diritti fondamentali della persona, primo fra tutti il diritto alle cure, e in cui la dignità, appunto, è parametro di riferimento non solo per il trattamento dei dati personali, ma anche delle disposizioni etiche e deontologiche proprie del mondo sanitario.

I valori e i diritti fondamentali, che sono alla base tanto della disciplina sulla protezione dei dati personali quanto di quella che regola il sistema sanitario nazionale, devono quindi essere bilanciati, in modo che all’interessato siano assicurate le migliori cure e al contempo siano rispettati i principi del Regolamento generale sulla protezione dei dati.

Questo, in particolare, richiede che il trattamento delle informazioni sia al servizio dell’uomo, tenendo conto che il diritto alla protezione dei dati va considerato alla luce della sua funzione sociale.

«Il dato sanitario – afferma il Garante – è un valore fondamentale».

Nel suo utilizzo e nella sua preservazione non va dimenticato che il paziente, per sua natura, è un soggetto vulnerabile e che in determinate circostanze, connotate dalla peculiare tipologia di intervento sanitario o di patologia, caratterizzata da una forte stigmatizzazione sociale, lo stesso ordinamento appresta specifiche tutele, alla luce del principio di dignità.

Si tratta di soggetti che necessitano di specifici accorgimenti o di fasce più deboli, in cui la vulnerabilità si carica di ulteriori sfumature, per le speciali condizioni della persona. Esemplificando, l’Autorità ricorda i disabili, fisici e psichici, i minori, gli anziani, le vittime di violenza, i pazienti affetti da HIV.

Il rispetto dei diritti fondamentali del paziente, connesso al trattamento dei dati relativi alla salute, dev’essere garantito dalle strutture sanitarie nell’erogazione delle prestazioni, anche in emergenza. In questo senso, i contesti in cui si trovano ad operare i professionisti sanitari, specie nel pronto soccorso, caratterizzati dall’assenza di spazi adeguati e di risorse organizzative e umane, non può costituire un ostacolo al pieno rispetto dei diritti.

Il richiamo del Garante è dunque affinché le strutture si adoperino a garantire i diritti fondamentali, a continuare a formare gli operatori sanitari e a vigilare sulla considerazione e sul rispetto della protezione dei dati personali nell’erogazione dei servizi sanitari, anche quando questa avvenga attraverso le nuove modalità della sanità digitale.

 

S.C.

 



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