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NUMERO 15 - 24/07/2013

 Il caso ILVA: la “tensione” tra poteri dello Stato ed il bilanciamento dei principi costituzionali

La vicenda che in questi ultimi mesi ha interessato lo stabilimento ILVA di Taranto ha fatto emergere con tutta evidenza le forti tensioni politico-istituzionali già presenti nel nostro Paese, richiamando l’attenzione sui rischi insiti in una «competizione regolativa sui valori». Caratterizzato da una peculiare concorrenza temporale tra l’attività del potere giudiziario e l’intervento del legislatore, il caso in esame rimanda a temi quali il ruolo che assumono gli organi di chiusura del sistema, la natura stessa della funzione costituzionalmente attribuita al potere giurisdizionale, il bilanciamento tra principi costituzionali. Come noto, infatti, il caso ha preso le mosse da un’iniziativa della magistratura – in particolare di quella penale requirente – che, dopo una lunga «“negoziazione” con la proprietà e con la dirigenza aziendale», ha adottato provvedimenti cautelari al fine di ottenere immediati interventi di risanamento ambientale, ponendosi in un certo modo come diretta interprete del malcontento e dell’insofferenza della popolazione tarantina, rispetto ad un potere politico per molto tempo rimasto sordo rispetto alla richiesta di veder rispettati i propri diritti (alla tutela della salute e al lavoro)... (segue)



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