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NUMERO 16 - 06/08/2008

  Intervento in Aula del Sen. Ceccanti sul caso Eluana Englaro

Cari colleghi,

vorrei in primo luogo che fosse chiaro il tema posto dalla relazione Vizzini. Il conflitto contro la Cassazione non è legato a ciò che essa ha concretamente deciso, ma alla legittimità che un giudice possa prendere una qualsiasi decisione quando manca una specifica disciplina. Siamo chiamati a decidere non se quella sentenza sia sbagliata, ma se sia legittima una qualsiasi sentenza .

In secondo luogo vorrei far rilevare i limiti della nostra decisione. Non ci potrà comunque essere nessun riflesso immediato sulla vicenda Englaro. Il nostro ruolo non è quello del giudice a quo, il quale, quando ritiene la questione rilevante e non manifestamente infondata, sospende il processo. Noi non possiamo sospendere nulla. Per di più la Corte dovrà prima decidere se il conflitto è ammissibile, il che non accadrà prima del 2009, e poi, più avanti, in caso positivo, decidere nel merito.  

In terzo luogo vorrei far riflettere sulle matrici culturali che spingono a questa decisione. Sembra che voglia reintrodurre l'antico istituto giacobino del réferé législatif del 1790. Si era, inaftti, stabilito il divieto per i giudici di interpretare la legge, riservando tale potere ai Parlamentie e chiedendo ai giudici di rivolgersi ad essi o in caso dubbio o di contrasto tra diverse sentenze.

(segue)



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