NORMATIVA [27]
GIURISPRUDENZA [26]
DOCUMENTAZIONE [66]
Nel modello classico dello Stato democratico di diritto le regole che disciplinano la vita della comunità nazionale provengono dal Parlamento, sede della rappresentanza generale ed espressione della sovranità popolare. Ma un osservatore oggettivo del nostro sistema rileverebbe che è in corso un progressivo allontanamento da questo modello. A prescindere dal sempre più rilevante impatto della normativa comunitaria e prendendo a riferimento la produzione normativa interna, sempre meno spesso le regole che riguardano in concreto la comunità nazionale, e che hanno forza di legge, provengono dal Parlamento e sempre più spesso provengono o dal Governo o da sedi sprovviste di responsabilità politica.
In queste pagine ci pare utile proporre alcune considerazioni – a prima lettura – sulla normativa concernente il fenomeno delle c.d. “ronde” che proprio in questi giorni dovrebbe ricevere l’approvazione definitiva del Parlamento e che già era stata provvisoriamente introdotta con l’art. 6, commi 3-6, del d.l. n. 11 del 2009 (poi abrogati in sede di conversione)...Nella sent. 8 maggio 2009, n. 137, la Corte cost. risolve in poche battute una delle ricorrenti questioni di legittimità costituzionali concernenti leggi-provvedimento. La questione è stata sollevata in via incidentale dal TAR Lazio in relazione all'art. 17 ed alla tabella B della legge Regione Lazio 28 dicembre 2006, n. 28 (Bilancio di previsione della Regione Lazio per l'esercizio finanziario 2007)...
La legge costituzionale n. 3 del 2001 ha introdotto, al penultimo comma dell’art. 117 Cost., la previsione in base alla quale “la legge regionale ratifica le intese della Regione con le altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con l’individuazione di organi comuni”. A seguito di questa innovazione, gli Statuti regionali di “seconda generazione” hanno dedicato alcune previsioni all’istituto, anche se ciò è stato fatto limitandosi – nella maggior parte dei casi - alla semplice riproduzione nella fonte regionale del dettato costituzionale, nonostante esistano le condizioni per l’implementazione e la differenziazione della disciplina dell’istituto...
La Regione Sicilia sta avviando a soluzione il percorso di risanamento dei conti della sua organizzazione della Salute. A tal fine, ha approvato la legge n. 5 del 14 aprile 2009 (G.U. della Regione Siciliana, parte prima, s.o. n. 17 del 17 aprile 2009), con la quale ha sancito il riordino del proprio Servizio sanitario regionale. Una legge...
Bisognerà pure abolirle, ma intanto la vita istituzionale delle province va avanti e il prossimo 6 e 7 giugno 29.940.151 elettori sono chiamati a votare per il rinnovo dei consigli provinciali e l’elezione dei presidenti di ben 62 province sparse in 16 regioni. Si voterà principalmente al centro nord: in Lombardia si va al voto in 9 province (Bergamo, Brescia, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Monza Brianza, Sondrio); in Piemonte in 6 (Alessandria Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbania); in Veneto 5 (Belluno, Padova, Rovigo, Venezia, Verona). L’Emilia Romagna vede interessate 8 province su 9 (tutte tranne Ravenna), la Toscana 8 su 10 (Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Pisa, Pistoia, Prato, Siena). C’è poi da rinnovare completamente le amministrazione delle quattro province abruzzesi (anche se a L’Aquila si voterà in autunno), le due dell’Umbria e le due della Basilicata e tutte le province pugliesi, tranne Foggia. Concludono il quadro Pordenone, Savona...