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di Francesco Cossiga
In occasione dei cinquant'anni di vita parlamentare
Signor Presidente,
Le sono grato per avere voluto che il Senato ricordasse che, il 26 maggio 1958, io entrai per la prima volta a far parte del Parlamento Nazionale, essendo stato eletto alla Camera dei Deputati per la Circoscrizione della Sardegna, nelle liste della Democrazia Cristiana, cui ero già iscritto dall’età di sedici anni; e la ringrazio anche per le parole che ha voluto rivolgermi .
E così in quell’ormai lontano giorno, entrai in un Parlamento nel quale dal Regno di Sardegna, al Regno d’Italia e poi alla Repubblica italiana, mi avevano preceduto altri sardi: il barone Giuseppe Manno, presidente del Senato di Torino, il reverendo Giovanni Spano, il reverendo Giorgio Asproni, Pasquale Umana, Francesco Cocco-Ortu, Emilio Lussu, Antonio Segni, Bobore Mannironi e Antonio Maxia. Un Parlamento che, da erede del Parlamento di Torino, molto deve, per la costituzione e un regime rappresentativo, ai rivoluzionari sardo-piemontesi, tra i quali mi onoro di avere un mio avo, eroe del Risorgimento, Don Efisio Tola, tenente della Brigata Cremona di stanza a Chambery, una delle tre capitali del piccolo Regno, fatto fucilare, per ordine di re Carlo Felice di Savoia, sugli spalti di quel castello insieme a granatieri, fanti e carabinieri, poi gettati in una fossa comune dal cui anonimato furono tratti per l’amore che nutriva per l’Italia un grande presidente della Repubblica Francese, François Mitterand, che nel cimitero di quella città fece erigere sulla fossa comune un monumento dedicato ai martiri ed anche apporre una nobile targa in ricordo del mio antico prozio.
Mi trovai perciò, indegnamente, a sedere alla Camera dei Deputati, insieme agli amici e maestri Giulio Andreotti ed Aldo Moro, già personaggi eminenti, prima che nel nostro Partito e nel Parlamento, nella FUCI, il movimento degli universitari cattolici italiani, che tanta parte ha avuto nella formazione culturale e politica della classe dirigente, politica ed amministrativa, della gloriosa Prima Repubblica...
(Continua)
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