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NUMERO 23 - 05/12/2018

 Le professioni nell'economia della conoscenza e nell'organizzazione costituzionale multilivello

Circa quattro milioni di “lavoratori della conoscenza”, due organizzati in ordini e collegi riformati, l’altra parte nelle cosiddette nuove professioni, il 12% del PIL, mercati del lavoro decisivi per la competitività, la coesione sociale e il futuro dei giovani. Mercati con regole ed esigenze peculiari, non facilmente riconducibili ai modelli classici delle imprese o del lavoro subordinato, esposti alla concorrenza ma anche connotati da ragionevoli quota di “riserve ed esclusive”, attraversati dai temi della sussidiarietà, della semplificazione, dell’internazionalizzazione, in un’epoca di straordinarie trasformazioni del concetto stesso di “lavoro”. Sotto la spinta di un’indagine dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato del 1998 e delle prevalenti impostazioni del diritto eurounitario, tendenti ad equiparare le professioni al regime delle imprese, si è aperta una lunga e travagliata stagione di riforme, ricca di conflitti, che ha trovato solo negli anni 2011/13 un punto di approdo. I principali obiettivi della riforma delle professioni ordinistiche del 2011/2012 sono stati… (segue)



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