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NUMERO 5 - 06/03/2019

 L'Energy Performance Contract (EPC) per la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare pubblico

La Strategia energetica nazionale 2017, in coerenza con la proposta originaria di direttiva sull’efficienza energetica contenuta nel Clean Energy Package, ha assunto il target del 30 per cento di riduzione dei consumi al 2030 rispetto allo scenario di riferimento 2007. La SEN dovrà essere adeguata all’obiettivo del 32,5 per cento nello stesso arco temporale, fissato dalla direttiva 2018/844/UE nel frattempo entrata in vigore. Nei settori non rientranti nell’Emissione Trading Scheme (ETS) (residenziale, servizi e larga parte del settore trasporti), il target di riduzione per l’Italia è del 33 per cento rispetto ai livelli del 2005. Ad oggi il nostro Paese ha raggiunto performance di efficienza energetica elevate soprattutto nel settore industriale. Permane un potenziale di crescita consistente nel settore civile (residenziale e terziario) e nei trasporti. Il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici sconta due ordini di difficoltà: la scarsa consapevolezza dei consumatori circa i benefici ad essa collegati e costi di investimento generalmente elevati rispetto ai benefici ottenuti. Tant’è che il rapporto costo-efficacia degli strumenti di incentivazione dedicati al settore dell’edilizia (detrazioni fiscali e conto termico) risulta fino a otto volte superiore rispetto al meccanismo dei certificati bianchi, utilizzato prevalentemente nel settore industriale. Particolarmente rilevante è il potenziale di crescita dell’efficienza energetica del parco immobiliare pubblico. La direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia ha posto per ciascun Stato membro l’obbligo di adeguare ai migliori standard energetici ogni anno il 3 per cento della superficie coperta utile degli edifici della Pubblica Amministrazione centrale. L’art. 5 del d.lgs. n. 102 del 2014 ha disposto che, a partire dall’anno 2014 e fino al 2020, vengano realizzati interventi sugli immobili della Pubblica Amministrazione centrale, inclusi quelli periferici, in grado di conseguire la riqualificazione energetica almeno pari al 3 per cento annuo della superfice coperta utile climatizzata o che, in alternativa, comportino un risparmio energetico cumulato nello stesso periodo di almeno 0,04 Mtep. Inoltre, la Commissione europea ha promosso nel 2009 il c.d. Patto dei Sindaci (Covenant of Mayors), iniziativa tesa a stimolare gli enti locali ad adottare, attraverso i Piani di azione per l’energia sostenibile (PAES), misure di miglioramento dell’efficienza energetica, di promozione del risparmio energetico e del ricorso a fonti rinnovabili. In tale ambito un ruolo significativo può svolgere il Contratto di rendimento energetico (Energy Performance Contract) ed il ricorso al Partenariato Pubblico-Privato… (segue)



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