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NUMERO 15 - 31/07/2019

 'Patto di stabilità', principi costituzionali ed attuazione politica

La declinazione interna dei vincoli comunitari ha portato alla elaborazione di dispositivi legislativi di coordinamento della finanza pubblica, ancora oggi chiamati genericamente “patto di stabilità interno”, ma che hanno nel tempo mutato denominazione e struttura. La sede di tali dispositivi è coincisa annualmente con le leggi finanziarie, poi diventate nel tempo “leggi di stabilità”, infine, “leggi di bilancio”. L’odierna analisi mira ad evidenziare novità e criticità della recente formulazione di tale dispositivo, contenuto nella legge di bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145). Il saggio, in via preliminare, ripercorre la storia e la struttura del “patto” del correlato sistema di rimedi introdotti nel tempo per garantire il concorso delle autonomie territoriali al raggiungimento degli obbiettivi di finanza pubblica eurounitari (l’originario patto di stabilità e crescita e i suoi sviluppi). Lo scritto evidenzia che dietro il cambio di denominazione (prima patto di stabilità interno, poi “saldo di finanza pubblica”, infine il “pareggio di bilancio”) vi è stata una profonda e progressiva trasformazione della struttura del dispositivo legislativo. Esso è stato declinato prima in tetti di spesa su grandi aggregati di parte corrente, poi in veri e propri saldi che il bilancio era tenuto a raggiungere in aggiunta all’equilibrio di bilancio, attraverso il risultato di amministrazione. In proposito, infatti, si è parlato di “doppio binario”, ossia della imposizione agli enti territoriali, nella costruzione del bilancio, di un obiettivo contabile ulteriore a quello della mera copertura della spesa (ossia l’equilibrio nella continuità degli esercizi finanziari, mediante il risultato di amministrazione). Con il tempo, inoltre, questi dispositivi legislativi sono stati accompagnati da un articolato sistemi di “rimedi” per renderne effettiva l’osservanza (le c.d. “limitazioni” e “sanzioni” che, come si vedrà, sono rimesse al sindacato e alla giurisdizione speciale della Corte dei conti). In estrema sintesi, la storia legislativa del “patto di stabilità interno” risulta connotata da due principi di struttura: a) il c.d. “doppio binario”, b) un corredo di sanzioni e limitazioni amministrative dirette a garantirne l’effettività e la cogenza… (segue)



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