Abstract [It]: Il contributo prende spunto dalla recentissima pronuncia PSPP del Tribunale federale costituzionale tedesco del 5 maggio 2020 per ripercorrere i rapporti tra quest’ultimo e la Corte di giustizia dell’Unione europea. A partire dall’arresto Solange I e passando per la più recente Lissabon-Urteil del 2009, si osserva che, mentre all’inizio la preoccupazione del Bundesverfassungsgericht era sostanzialmente quella di mantenere elevato il livello di tutela dei diritti fondamentali, i giudici di Karlsruhe hanno poi spostato la propria attenzione sulla suddivisione delle competenze tra l’ordinamento europeo e quelli nazionali, con la conseguenza che prevaricazioni da parte del primo avrebbero dovuto essere considerate ultra vires. In un momento in cui l’Unione europea si accinge a adottare misure di solidarietà di ampio raggio - rispetto alle quali, se si segue una visione “tradizionale”, quale quella tedesca, di netta distinzione delle competenze, a maggior ragione si potrebbe parlare di atti ultra vires - la sentenza PSPP si presenta come un monito a non dar seguito a una politica di redistribuzione che però, a detta di molti economisti e osservatori politici, non può essere evitata. Si assiste, dunque, a uno spostamento dell’asse del conflitto, il quale, all’esito di un attento scrutinio della pronuncia PSPP, oramai pare non più vertere su questioni tecnico-legali, bensì assumere una natura prettamente materiale e di conflittualità economica. Nondimeno, in prospettiva costruttiva, la “perfetta tempesta” provocata dal BVerfG può essere letta come un’occasione utile a che gli esecutivi nazionali ripensino profondamente le regole dell’unione economica e monetaria, in modo tale ch’essa garantisca, all’un tempo, sia la solidarietà e la coesione, sia il maggior rigore finanziario, rispettivamente all’insegna dell’integrazione e della responsabilità degli Stati membri dell’Unione.
Abstract [En]: The contribution seizes the opportunity offered by the very recent PSPP decision of May 5th 2020 to retrace the relationship between the German Federal Constitutional Court and the Court of Justice of the European Union. Starting from the Solange I arrest and passing through the more recent Lissabon-Urteil of 2009, it is observed that at the beginning the concern of the Bundesverfassungsgericht was essentially to preserve a high level of protection of fundamental rights. Thereafter, it shifted its attention to the division of competences between the European and national legal systems: therefore, prevarications by the former should have been considered ultra vires. At a time when the European Union is about to adopt wide-ranging solidarity measures - in respect to which one could speak of being ultra vires, according to the German "traditional" distinction of competences - the PSPP judgement is presented as a warning not to pursue a policy of redistribution, which however cannot be avoided according to many economists and political observers. We are therefore witnessing a shift in the axis of the conflict, which, after careful consideration of the PSPP ruling, seems no longer focused on technical-legal issues, but assumes a purely substantial nature linked to a high rate of economical conflict. Nevertheless, the "perfect storm" caused by the BVerfG should be read in a constructive perspective as a useful opportunity for the national executives to deeply rethink the rules of the Economic and Monetary Union in such a way that it guarantees at the same time solidarity and cohesion and greater financial rigor respectively under the banner of integration and responsibility of the Member States of the Union.
Sommario: 1. Premessa. 2. Gli inizi della diatriba. 3. La sentenza “Maastricht”. 4. Le decisioni “Organizzazione di mercato delle Banane”, “Lisbona” e “Honeywell”. 5. La sentenza “PSPP” del 5 maggio 2020 e il nuovo contesto giurisprudenziale. 6. Sull’uso in concreto del principio di proporzionalità da parte del BVerfG. 7. Alcune considerazioni conclusive.
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