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NUMERO 3 - 27/01/2021

 I rapporti tra la Corte costituzionale e il legislatore alla luce di alcune recenti tendenze giurisprudenziali

Abstract [It]: Lo scritto analizza alcuni sviluppi delle relazioni tra Corte costituzionale e Parlamento, alla luce di alcune recenti sentenze. Lo scopo è quello di dimostrare che la Corte non può funzionare da “barometro” dell’evoluzione della coscienza sociale in una società matura, poiché questo è comito della rappresentanza politica. La Corte non può stabilire cosa la Costituzione italiana dovrebbe prevedere, ma difendere ciò che essa ha previsto.

 

Abstract [En]: The essay focuses on the relationships between the Constitutional Court and the Parliament, in view of some latest sentences. The aim is to demonstrate that the Court can’t operate as a barometer of the “evolving standard of decency that mark the progress of a maturing society”: this is the Parliament’s job. The Court is not arbiter of what the Constitution ought to provide, but of what it did provide.

 

Sommario: 1. Premessa e… disclaimer. 2. Un formidabile “uno-due” e vacillano antiche certezze. 3. Grandezze già esistenti nell’ordinamento v. rime obbligate: chi ha più auctoritas? 4. Il cd. “caso Cappato”: legislazione coartata o “leale collaborazione”? 5. La Costituzione non è un living document cui far dire quel che oggi si vorrebbe dicesse. E, tra Corte e legislatore, le “antenne” per intercettare i mutamenti della “coscienza sociale” le ha il secondo.



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