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NUMERO 27 - 19/10/2022

 Il dovere tributario come dovere inderogabile di solidarietà

Ringrazio sinceramente chi ha voluto questo convegno, perché in un momento di crescente disorientamento nella forma e nella sostanza, ci richiama ad un giurista, ad uno studioso, sobrio nella forma e profondo nella sostanza. Di più, uno studioso che -nell’approccio scientifico come nel contegno personale- ha testimoniato la piena consapevolezza di quanto -nel diritto piuttosto che altrove- la forma sia sostanza, cioè manifestazione sensibile di valori non altrimenti percepibili. Ho nitido il ricordo del mio primo incontro con Giorgio Lombardi, a Pavia, all’inizio degli anni ‘Novanta, in occasione dei convegni promossi da quell’Ateneo per studiare le riforme istituzionali, di cui poi fu ministro un altro fine giurista, Giovani Motzo. Eravamo imberbi assegnisti o giovani ricercatori, entusiasti (almeno scientificamente) per le riforme appena varate: le leggi 142 e 241 del 1990, con cui ci congedavamo dalla Prima Repubblica e la l. n. 81/1993 sull’elezione diretta del sindaco e il sistema maggioritario bipolare sulla spinta dei referendum Segni, galleggiando sui quali pensavamo di approdare ad una Seconda Repubblica. Egli spegneva garbatamente i nostri ardori per il nuovo da studiare, richiamandoci alla prudenza ed alla serietà nell’approccio scientifico. Possiamo dire che avesse ragione? Possiamo. I suoi scritti sono tutti originali, sia perché sceglieva temi poco battuti, senza per questo guadagnare in originalità sol perché parlava di cose ai più sconosciute; ma erano poco battuti perché difficili e “scomodi” per costruirci una monografia; sono originali perché frutto di ricerca attenta, di lettura comparata e critica, di speculazione e meditazione personale, di scrittura nuova. Questa non è una lunga introduzione di circostanza, ma una premessa di metodo per il poco che segue, proponendo loro una riflessione fra questi assi cartesiani: originalità e forma, come appena definite. Fra i temi originali -perché scomodi da proporre, difficili da affrontare e faticosi da sistemare, Lombardi sceglie anche il dovere tributario che sfocerà nello studio monografico Problemi costituzionali in materia tributaria, del 1961 (si noti che il nostro si era laureato nel 1957), poi ripreso ed affinato -nei tratti fondamentali- all’interno del più ampio lavoro Contributo allo studio dei doveri costituzionali del 1967… (segue)



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