Dopo quarant’anni di comunismo e più di quindici anni di dolorosa transizione democratica, i bulgari hanno sperato che l’adesione del loro Paese all’Unione Europea, nel 2007, marcasse l’inizio di una nuova fase di prosperità e di stabilità. Invece, la Bulgaria rimane ancora oggi il Paese più povero d’Europa. In questo clima carico di tensione sociale ed economica, il 12 maggio 2013 i bulgari si sono recati alle urne per eleggere anticipatamente il nuovo parlamento. Al voto di domenica si è arrivati dopo le dimissioni del Primo Ministro Boyko Borisov, il 20 febbraio, a seguito di grandi manifestazioni di protesta in tutto il Paese contro le politiche economiche del governo e le accuse di corruzione nei suoi confronti. Borisov è stato accusato di aver compiuto delle intercettazioni telefoniche illegali nei confronti di avversari politici, imprenditori e giornalisti. La popolazione bulgara è scesa in piazza contro il carovita, in particolare contro l’insostenibile aumento delle bollette elettriche, contro la povertà diffusa e l’alto tasso di disoccupazione. Secondo l’istituto di statistica ufficiale, la disoccupazione delle persone in età lavorativa è del 12,3%, il dato peggiore dal 2005, mentre il salario medio è di circa 400 euro al mese... (segue)
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