L’Islanda ha sancito l’interruzione del cammino verso l’integrazione nell’Unione Europea, congelando i relativi negoziati; infatti, mediante una lettera recapitata il 10 marzo al governo lettone, che detiene attualmente la presidenza di turno dell’UE, il Ministro degli esteri islandese ha posto un brusco freno ai negoziati, affermando che «gli interessi dell'Islanda sono serviti meglio fuori dall'Unione Europea». Gli euroscettici al governo hanno tenuto fede a quanto proclamato durante la campagna elettorale del 2013, ma la ragione principale che ha portato al congelamento dei negoziati è stata sicuramente la questione delle quote sulla pesca; le risorse ittiche rappresentano, infatti, il pilastro dell’economia islandesee l’adeguamento ai relativi parametri europei relativi è visto, dall’attuale governo, come una minaccia alla possibilità della crescita economica legata in particolar modo all’esportazione, in quanto il forte incremento dei beni ittici ha costituito il mezzo principale attraverso cui l’Islanda è uscita dalla crisi economica, unitamente al deprezzamento della corona islandese... (segue)
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