L’esame parlamentare del disegno di legge di bilancio 2024 conferma le criticità che si sono evidenziate negli anni passati, sulle quali ci si è soffermati in altra sede. La dottrina in tema di legge e di sessione parlamentare di bilancio si è ormai assestata su posizioni decisamente critiche, delle quali in questa sede si prende atto, per formulare alcune brevi riflessioni su tali istituti. Pare utile premettere una sintetica ricostruzione della complessa cornice normativa nella quale si inserisce la legge di bilancio e la fase di esame parlamentare del relativo disegno di legge. Nell’ambito del Semestre europeo per il coordinamento rafforzato delle politiche economiche e di bilancio relativo al Patto di Stabilità e Crescita (PSC), in via di modifica a Bruxelles, le Istituzioni nazionali sono tenute ad una serie di atti che costituiscono il ciclo statale annuale di bilancio. La legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modifiche, organizza nel suo titolo III il ciclo di bilancio dello Stato sulla base di una programmazione di tipo economico-finanziario per un periodo almeno triennale. Gli strumenti del ciclo di bilancio sono (art 7, comma 2, della legge n. 196 del 2009): a) il Documento di economia e finanza (DEF), che il Governo deve presentare alle Camere entro il 10 aprile e la Nota di aggiornamento al DEF (NaDEF), che il Governo deve presentare alle Camere entro il 27 settembredi ogni anno, per le conseguenti deliberazioni parlamentari di indirizzo; il DEF e la NaDEF si approvano con risoluzioni delle Camere a maggioranza semplice; ove occorra approvare risoluzioni di autorizzazione allo scostamento dagli obiettivi programmatici e di approvazione dei piani di rientro, di cui all’art. 6, comma 3, della legge 24 dicembre 2012, n. 243, si ricorre ad apposite distinte risoluzioni da approvare a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera prima dell’approvazione delle risoluzioni ordinarie relative al DEF e alla NaDEF; la correlata relazione governativa è annessa al DEF... (segue)
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